venerdì 5 giugno 2009

Specchio, specchio delle mie brame

Qualche sera fa avevo ospiti importanti a cena, talmente importanti che tutto doveva essere perfetto, ineccepibile, ordinatissimo, pulitissimo. Ogni particolare doveva essere al suo preciso posto, ogni superficie doveva apparire impeccabilmente priva di macchie e di polvere, in ogni angolo doveva sparire il disordine precostituito tipico di chi vive nella frenesia.

Tutto sembrava essere pronto, e mentre col cuore impazzito, sistemavo gli ultimi ritocchi al mio restauro facciale (il trucco), notavo nello specchio un dettaglio stonato, qualcosa di piccolo ma fondamentale che non riuscivo a vedere in modo esplicito ma solo a percepire. Osservando meglio, mi sono accorta di una deliberata striscia di spessa polvere che nel sole del tramonto proveniente dalla finestra, si notava ancora più dietro al mobile tv; una di quelle parti che ci si scorda spesso di controllare e di pulire. Ho ringraziato lo specchio e mi sono precipitata a rimediare al misfatto, ora veramente pronta per la grande soirée.

Questo episodio mi ha fatto riflettere su quanto siano importanti e talvolta trascurati accessori così utili in una casa come gli specchi: complementi dalle mille funzioni, riescono persino a diventare come nel mio caso silenziosi nma efficacissimi detective di particolari fuori posto, di oggetti scomparsi, di imprecisioni imperfette.

Gli specchi in casa servono sia ad essa sia i suoi abitanti: negli specchi riusciamo a sistemarci (anche se a volte l'impresa è ardua) prima di uscire, con gli specchi orniamo e decoriamo porzioni di pareti altrimenti spoglie (grazie a forme e cornici), con gli specchi rendiamo funzionali zone come il comò della camera, il lavandino del bagno, l'ingresso di casa, con gli specchi possiamo creare suggestive atmosfere riflettenti, che allargano visivamente gli spazi e moltiplicano all'infinito colori e lucentezze. Con gli specchi possiamo addirittura far entrare in una parete elementi che invece si trovano fisicamente su un'altra. Con gli specchi si può giocare a creare e a inventarsi storie e modi di vita del tutto inediti.

Io ho sempre sognato pareti di specchi in una stanza tutta vuota, per avere il mio riflesso restituito migliaia di volte mentre rimango sola con me stessa, da brava egocentrica quale sono. Ma pareti di specchi, che possono anche intelligentemente nascondere armadi a muro, riescono veramente a moltiplicare lo spazio esistente, dando l'illusione concreta di metri quadri in più rispetto al reale. Gli specchi regalano fantastiche illusioni da fiaba.

Con gli specchi si possono creare composizioni insolite e particolari, come accostando più versioni di Fibo, composto da 5 specchi tondi di diverse dimensioni.




Con uno specchio possiamo dare valore e risalto a un'intera stanza, come nel caso di Pablo di Bontempi in foglia d'argento, che con la sua presenza delicata ma elaborata ed elegante, ricorda un che di passato e classicheggiante capace di illuminare tutto un ambiente.




Con gli specchi possiamo vedere noi stessi da diverse angolazioni e magari giudicarci anche un po' più belli di quel che siamo, come se fossero loro ad adattarsi a noi e non il contrario; basta sistemare due o più specchi di grandi dimensioni, come i Botero, in maniera intelligente e coordinata, creando spazi in cui poter essere gli unici protagonisti di un camerino da palcoscenico.



Con gli specchi possiamo mostrare altre parti di noi soltanto a noi stessi, valorizzando e rendendo ancora più bella la nostra casa. Pensateci, la prossima volta che sentite l'esigenza di guardarvi più spesso.

sabato 30 maggio 2009

Nomi e anime degli arredi

Non riesco mai a non stupirmi dei nomi che vengono dati agli arredi: perchè i nomi non solo hanno un significato preciso, ma conferiscono un'anima agli oggetti, così come descrivono la personalità degli animali e rimangono marchiati a fuoco nel cuore delle persone.

E un arredo significa bellezza, stile, funzioni e utilizzi diversi; si identifica con una stanza o una zona della casa e descrive il carattere di un ambiente. Per questo dargli un nome può voler dire davvero tante cose.

Navigando con interesse tra le categorie di ArredaClick, non ho potuto fare a meno di sorridere incontrando Pisolo; sapete quello fra i Sette Nani che non faceva altro che dormire? Ebbene, è proprio qui, racchiuso nell'anima di un pouf-tavolino che inaspettatamente diventa un comodo letto che invita al sonno, in compagnia è proprio il caso di dirlo, delle favole. Solo il nome di per sè richiama la comodità e una certa simpatia che invita subito ad appropriarsene.



Mi sono poi imbattuta in Joker: guardandola non ho potuto fare a meno di ripensare a Gotham City, agli altissimi grattacieli che evoca, alla lotta tra il bene e il male che in questa libreria mi viene ricordata dall'alternarsi di spazi pieni e spazi vuoti; ma Joker mi ricorda anche la versatilità di un personaggio come il Jolly, la sua adattabilità a qualunque situazione, la sua multifunzionalità.


E anche DNA è stato un incontro emblematico: tutto quello che è vivo in noi è determinato e caratterizzato dal DNA, ogni singola sfacettatura del nostro essere, fisico e psichico, ha qualcosa a che fare con quella successione di istruzioni genetiche alla base del nostro corpo e della nostra mente. Nella vita pratica e reale di tutti i giorni, per molte persone cosa potrebbe rappresentare il DNA, la spina dorsale di sogni e avventure, la base del substrato culturale e dell'immaginazione che fa parte integrante di ognuno? A mio modesto parere, proprio i libri potrebbero comporre il nostro DNA creativo ed emozionale, e una libreria dalla forma fortemente evocativa che li ospita con questo nome, ce lo indica chiaramente.


Come non parlare poi del mio intrigante incontro con Casanova? Una figura che evoca fascino, mistero, lascivia, un certo vivere dissoluto e rilassato, che non potrebbe non incarnarsi con una comoda e versatile chaise longue: rivestimenti in pelle disponibili in molti colori, sistema girevole e reclinabile, struttura in acciaio inox e scocca in legno, per una forma accattivante e invitante.


Quanti incontri si possono fare nel mondo dell'arredo, quante storie si potrebbero raccontare per la prima volta o rinarrare in modo insolito. L'arredamento non è soltanto l'arte di sistemare mobili e accessori in un dato spazio, ma è trasmettere anima e corpo agli ambienti e amore e divertimento alle persone che li abitano. Ce lo dimostrano proprio i nomi.




sabato 23 maggio 2009

Il sogno in una stanza imbottita

Io ho sempre avuto un sogno; impossibile, strano, stupido forse; ma è un'immagine che in fondo al cuore non mi abbandona mai, come tutti quei pensieri che si fanno da bambini e si accarezzano da adulti.

Il mio sogno è una stanza imbottita; completamente, interamente imbottita; il mio sogno è un grandissimo ambiente pieno di morbidezza, di cuscini, di pouff, di letti e materassi, di sedute e divani. Un'interminabile sequenza di nuvole senza soluzione di continuità; un'enorme alcova di colori e sogni, di atmosfere e luci soffuse, dove rifugiarmi ogni volta che ne sento il bisogno.

So benissimo che un ambiente così non può essere vero: non ci si potrebbe nemmeno camminare. So bene che è il frutto della fantasia e di un desiderio infinito di serenità, rappresentata dal relax, dal riposo, dalla spensieratezza su qualcosa di soffice. Ma ho visto sedute e accessori che potrebbero popolare la stanza dei miei sogni, che potrebbero avvicinarla all'immagine utopica che ne ho sempre avuto.

Sto parlando di pouff, poltrone, divani, imbottiti pieni di colore e di fascino, di sensazioni di tenerezza e comodità, di atmosfere rarefatte e rilassanti: elementi che io racchiuderei in questo unico ambiente da vivere lontano dalla quotidianità frenetica, ma immerso nelle piccole cose di tutti i giorni.

Innanzitutto spargerei ovunque pouff dai colori sgargianti e dalle forme invitanti, come Candy e Kubo. Tutto l'arcobaleno inonderebbe gli angoli della mia stanza dei sogni, ne toccherebbe ogni lembo, ogni sfumatura con questi pouff speciali.


Lungo le pareti, in mezzo alla stanza, ovunque metterei esemplari in diversi colori di Super Soft e di Rel-X di Calligaris: avrei la netta sensazione di buttarmi a volo d'angelo sopra nuvole colorate dal sole al tramonto.




Da qualche parte sistemerei anche Marshmallow Sofa, storico pezzo del design, creato da George Nelson, perchè le sue note rotonde di colore mi trasmettono allegria e voglia di giocare.


E poi tantissimi tappeti, migliaia di cuscini, per calpestare solo un sogno, per immergermi soltanto nel colore, per provare a dimenticare problemi e dolori, per rallegrarmi e riposarmi su di un letto infinito.

giovedì 14 maggio 2009

Sezione Imbottiti

E' disponibile da oggi sul sito ArredaClick la nuova sezione Imbottiti divisa in varie categorie tra le quali troviamo i Divani in Pelle, i Divani in Tessuto, le Poltrone, le Chaise Longue e i Pouf.


I Divani possono essere configurati scegliendo il modello ( Poltrona, Divano a due posti e tre posti) e il tipo di rivestimento. A causa del grande numero di tessuti disponibili abbiamo una sezione apposita solo per i Tessuti per farli visualizzare al meglio e rendere più pratica e sicra la scelta da parte del cliente.


Attualmente la sezione Imbottiti è in continuo aggiornamento per poter offrire una gamma sempre più completa e vasta. Tornate a trovarci spesso.

mercoledì 6 maggio 2009

Stoviglie, accessori, forno e cibo: una sinfonia di colori

Qual è la funzione primaria di un forno? E' ovvio, direte voi, è quella di cuocere: torte salate, torte dolci, carne, pesce, pasta. Nel forno ci si può cuocere di tutto, dando sapore e particolarità ai cibi, che oltretutto risultano essere anche meno grassi. La cottura in forno, assieme a quella alla griglia, è l'unico esempio planetario che confuta il famoso aforisma di Oscar Wilde "Quel che ti piace o è illegale, o è immorale, o fa ingrassare".

Giusto per confermare che tra i piaceri della vita c'è sicuramente il cibo (e quindi anche il forno!), perchè non pensare di dare risalto alla cucina di casa nostra con un bel forno colorato? E per dare un tocco di originalità al tutto, pensiamo ogni giorno a una ricetta diversa da abbinare ai colori scelti per l'elettrodomestico.

Non so, forse l'idea di abbinare il colore dei cibi a quello degli elettrodomestici è folle, ma io la trovo stimolante: potrebbe essere una fonte inesauribile di trovate culinarie, per non dover sempre chiedersi "cosa cucino oggi?", per rompere la monotonia, per stupire noi stessi e quelli per cui cuciniamo, per avere un obiettivo quando cuciniamo solo per noi se viviamo da soli.

Dunque: se scegliamo quindi un forno a incasso Baumatic, giallo Samba, arancio Merenghe o rosso Tango (da abbinare anche alle lavastoviglie!! e con la scusa ci procuriamo anche piatti, posate e bicchieri in tinta), potremmo sbizzarrirci con tantissime ricette già pronte oppure inventandone di nuove che possano comprendere colori adeguati al nostro scopo: frutti e verdure dai colori accesi ce n'è a bizzeffe e altrettanti sono i piatti dolci e salati che se ne possono ricavare.


Gli gnocchi alla zucca, torte alle fragole, peperoni gialli ripieni sono solo alcune delle idee che potrebbero rendere l'angolo cottura della vostra cucina un solletico per l'anima nonchè per il palato. Senza contare che sareste supportati da caratteristiche tecniche di tutto rispetto: display LCD con indicazione delle temperature, 9 funzioni diverse di cottura, classe energetica A per un gran risparmio, capacità extra-large di 72 litri, smalto autopulente.


Tra forni ad alte prestazioni con colori sgargianti, accessori e stoviglie dalle tonalità accese e pietanze rigorosamente in tinta, non potremo che sentirci tutti allegri dentro la nostra cucina; l'unico rammarico sarà mangiare, non per il palato (sicuramente soddisfatto), ma per il pensiero di rovinare l'armonia di colore creata tra elettrodomestici, accessori e cibo: il giorno seguente però, potremo sempre ripetere il miracolo.




venerdì 1 maggio 2009

Un Open Space interamente Arreda(Click)ato

Oggi vestirò i panni dell'intrepida arredatrice in erba: l'ho deciso perchè mi ritrovo spesso, mio malgrado, a dispensare consigli a persone che ripongono in me la massima fiducia. E allora, conscia dei miei limiti, ma anche convinta dell'efficacia di un istinto innato che mi porta verso il bello, ho deciso che almeno qui, fra queste righe, almeno oggi, per un sol giorno, voglio giocare ad arredare veramente. Se poi quel che dico vi sembra sensato, allora prendetelo come verità e fatemi sapere il risultato.

A suffragio della mia nuova professione per un giorno, posso solo portare la mia immaginazione e la qualità di prodotti di cui sono assolutamente certa, nonchè un certo gusto per l'abbinamento di colori e forme, nella creazione poi di uno stile tutto mio, sopra le righe, forse distorto o forse semplicemente esatto.


Oggi arrederò un open space, uno di quegli appartamenti dove tutto è aperto su tutto, dove la fluidità dello spazio è l'unica regola, dove non esistono divisioni e lo sguardo corre libero finchè si scontra soltanto con i confini netti dei muri perimetrali. Ebbene qui, nell'open space, tutto si compenetra, gli ambienti sono uno nell'altro, le funzioni sono sovrapposte, zona notte e zona giorno non sono altro che la stessa cosa.



Al centro di questo regno dello spazio, io farei protagonista quell'arredo che di solito è nascosto alla vista, dietro le porte di una segreta camera chiusa: il letto. E proprio perchè lo scelgo come protagonista, non può essere un letto qualunque: Carbonio in pelle è l'ideale, l'ultimo arrivato tra i letti rotondi con testiera, adattissimo a uno spazio centrale.


Come a disegnare un gioco di bolle che si avvicinano ma non si toccano mai, ai lati di Carbonio, ma verso il fondo del letto, metterei due pouff Lipari, sempre in pelle.


Nella parete davanti a questo insolito angolo relax, sistemerei una grande composizione Day, come la FS31 o la FS23.




E per quel che ho detto finora le opzioni di colore potrebbero essere due: o tutto interamente bianco, che poi ravviverei con tappeti e tende di un viola acceso. Oppure presenterei tutte le sfumature tra giallo e arancione, in perfetto stile soggiorno.

Infine, sempre in posizione centrale, ma in secondo piano rispetto a letto e poltrone, sistemerei la consolle Ellisse, laccata bianco lucido, circondata da sedie tutte diverse: Aqua, Area 51, Hidra, ognuna con un colore differente, rosso, arancione e rosa.



martedì 28 aprile 2009

Libri, libri e ancora libri

C'è una cosa che a mio parere non può mancare mai. Che ci si trovi in una reggia oppure in una misera stanzetta in affitto, che ci si trovi in viaggio con solo una piccola valigia oppure che si debba decidere in 10 secondi cosa portarci dietro di indispensabile su un'isola deserta; e si possano portare solo 3 cose. Quest 'unico, preziosissimo elemento chiamasi LIBRO.

Un libro, da leggere, da guardare, da scorrere, anche da scrivere perchè no, è un enorme patrimonio. Tanti libri sono tanti enormi patrimoni: svago, cultura, capacità di volare direttamente dentro Fantàsia, possibilità di fare e di vivere tutto ciò che nella realtà non ci risulta realizzabile. Storie, racconti, psicologie, uomini, donne. Un libro può salvare una vita, una giornata, una nottata; tanti libri possono cambiare completamente una vita, almeno intimamente.

Per questo sono profondamente convinta del culto di quegli oggetti che racchiudono i libri e che per curiosa combinazione si chiamano libri anch'essi; e perchè questo culto sia vero e realizzabile occorre dotare il proprio piccolo nido di librerie, quegli arredi pensati proprio per appoggiare, conservare e mettere in bella mostra i nostri preziosi libri.

E per me la connessione è una sola: libri eccezionali, librerie eccezionali; ma vale anche il contrario. Librerie che assumono forme strane e variopinte come le storie che accolgono; librerie che occupano ogni angolo della casa come lo fanno con ogni angolo della nostra mente; librerie che riempiono la biblioteca intera di una casa, oppure una casa che diventa un'unica, gigante libreria.

Ma come? Con arredi come quelli che scaturiscono dalle composizioni Zolti: colori, moduli da infilare sopra la scrivania o a fianco del divano, sotto una mensola nell'ingresso o tra un pensile e l'altro della cucina; forme inconsuete, tortuose, per riempire intere pareti o solo piccole porzioni. Librerie create per portare direttamente la fantasia dei libri stessi nel mondo reale, proprio il mondo della nostra casa. Basta guardarle.





giovedì 23 aprile 2009

Video di presentazione di ArredaClick

Oggi vogliamo mostrarvi un breve video di nostra produzione nel quale cerchiamo di presentare nei migliori dei modi quello che ArredaClick può offrire.

Il video è diviso in due parti: nella prima parte viene presentata una progettazione 3D di un loft arredato esclusivamente con collezioni acquistabili su ArredaClick; nella seconda parte invece viene mostrato un esempio di navigazione e di acquisto online direttamente sul nostro sito.

Nella prima parte del video è possibile notare in sequenza vari prodotti particolarmente interessanti: la parete attrezzata Day, le poltrone e divano LC2 di Le Corbusier, le sedie Deja Vu di Calligaris e il tavolo Tube d'Avion, le poltrone Barcelona di Van der Rohe, il tavolino Hip Hop di Bontempi, la libreria Meridian di Cattelan. Al piano superiore troviamo invece il letto rotondo girevole Infinity e la scrivania Vega di Cattelan.



ArredaClick sta crescendo e questo è dimostrato sia dalle vendite in aumento sia dai molti consensi positivi che ci arrivano via mail o via telefono. Molte persone tornano a comprare o mandano amici e parenti perchè si sono trovati bene con noi. Questo non può che farci piacere e ci conferma che stiamo lavorando nel modo giusto mettendo la soddisfazione del cliente al primo posto.

sabato 11 aprile 2009

Per un'ora di lavastoviglie

La lavastoviglie sta inesorabilmente invadendo ogni casa, da quella delle famiglie numerose, a quella dei single svogliati e sempre pieni di impegni.
La lavastoviglie si sta impadronendo di noi: per farci servire da lei, ne diventiamo lentamente schiavi. E' il nostro destino, l'avvenire di tutti noi che amiamo la comodità e le tecnologie che ce la portano.

Dopo questa introduzione da cataclisma, in previsione di un mondo matrixiano, penserete forse che io possa parlar male della lavastoviglie: magari sono una di quelle giovani casalinghe fissate con le care, vecchie abitudini della nonna.
E invece sbagliate di grosso. Io appartengo a quella categoria che se non avesse la lavastoviglie lascerebbe i mostri nel lavandino per almeno una settimana; io faccio parte di quel gruppo di persone diventate completamente succubi del lavoro delle macchine: e me ne vanto.

Alzi la mano chi ama fare le pulizie: ne vedo poche, pochissime alzate. E quelle poche fanno bene a non comprare apparecchi come la lavastoviglie; ma tutti gli altri che le mani le hanno tenute in tasca, farebbero bene a farci un pensiero. La vita è una sola, va vissuta intensamente e con meno problemi possibile; e passare tanto tempo a lavare i piatti se non ti piace farlo, fa male alla salute

Forse sono pazza, al pari delle migliaia di persone che considerano già la lavastoviglie indispensabile in casa, come la lavatrice e il frigorifero; come facevano una volta? Facevano a mano, con olio di gomito, ma poi hanno posato l'olio, poggiato i gomiti e intrecciato le mani ad ascoltare il ronzio del frigorifero e la cascata della lavatrice, guadagnando un sacco di tempo e di salute per dedicarsi ad altro.

Ora vivremmo più senza lavatrice e senza frigorifero? No. E fra poco, sarà lo stesso con la lavastoviglie, di cui sarò sempre paladina.

Ma perchè la lavastoviglie sia un acquisto davvero intelligente, deve ben inserirsi nel contesto di proprietà di tutti, cioè l'ambiente e quindi consentire un reale risparmio energetico, di cui la tripla classe A si fa portatrice: intanto, per la maggior parte dei lavatori di piatti, pigri e privi volutamente di organizzazione, la lavastoviglie permetterebbe di risparmiare tantissima acqua e anche detersivo; in secondo luogo, con le ultime tecnologie, la lavastoviglie permette lavaggi rapidi, consumo di energia elettrica ridotto, programmazione su misura dell'esatta quantità, d'acqua e di sapone, necessaria per quel preciso carico di piatti.

La lavastoviglie Rex Electrolux TT 100 E - High Techna ad esempio, oltre alla scelta tra 5 diverse temperature, a seconda del grado di ostinazione dello sporco e della delicatezza delle stoviglie, offre 7 programmi con caratteristiche differenti, di cui uno automatico, che grazie a particolari sensori è in grado di settare da solo le opzioni di cui necessita il carico inserito nella lavastoviglie, a seconda della quantità e del livello di sporco.


Poi, se proprio vogliamo dirla tutta, dato che solo la comodità non ci basta più, la lavastoviglie deve essere anche bella: l'estetica è infatti anch'essa padrona dei nostri gusti. Così tra lavastoviglie completamente mimetizzate nei moduli cucina da una parte, e freestanding dai colori e dalle forme generose dall'altra, anche il senso della vista può essere abbondantemente soddisfatto da queste macchine che dispensano comodità.






La lavastoviglie Baumatic BDI681 è un modello che scompare completamente, lasciando alla cucina una visione d'insieme di tutto rispetto, lineare e pulita, senza ostacoli al colpo d'occhio. Tanto che anche le macchie sono a scomparsa, grazie al rivestimento in acciaio antimpronta.






Poi ci sono le ballerine: Baumatic Tango, Baumatic Samba, Baumatic Merenghe.
Brio scatenante già dal nome, le tre compagne di pista, presentano un design morbido e colori trascinanti, caldi, allegri, capaci di diventare gli unici protagonisti di una cucina.





Tutto per un'ora in più al giorno da passare appassionandoci a qualcosa che ci sta a cuore. E quest'ora in più, per me, non ha nessun prezzo.

sabato 4 aprile 2009

Cosa c'è dietro al letto?

In un letto ciò che conta, direte voi, sono rete e materasso. Rispondo io: vero, infatti io a casa non ho un letto, ma ho semplicemente un materasso buono poggiato su una rete ottima e circondato da un bel copriletto.

Attenzione però: ho detto che a casa "non ho un letto". Quindi cos'è un letto? Cos'è importante in un letto? Ovvio, senza rete e materasso, il letto non esisterebbe. Ma se vale la regola del tutto è necessario e nulla è indispensabile, è anche vero che comprare un letto nel linguaggio del design significa acquistare un mobile, un arredo vero e proprio, che circonda base e materasso e li veste di un certo carattere, dando loro un'anima di legno o di ferro.

Ecco cos'è un letto: un insieme di elementi, ma soprattutto un mobile con certe caratteristiche, che può assumere tanti aspetti e regalare emozioni diverse. E poi, non ultimo, un mobile che può darci delle funzionalità non indifferenti.

Cos'è importante quindi in un letto, inteso come mobile? Tutto, certo. Ma c'è un elemento che lo caratterizza più di tutti, che è in grado di fargli cambiare forma e sensazioni: la testiera o retroletto.
Imponente, elegante, rivestita, colorata, disegnata, imbottita, comoda, funzionale e anche utile, la testiera (o il retroletto se preferite i sostantivi maschili), è innanzitutto la nostra protezione contro la freddezza e la ruvidità del muro, oppure contro la fantomatica, scomodissima ma anche divertente caduta dei cuscini, se il letto è a centro stanza.

Ma soprattutto la testiera è inevitabilmente il nostro letto: è la sua importanza a dargli personalità, risalto, dignità, eleganza.

Soprattutto quest'ultimo aspetto, l'eleganza, è incarnato perfettamente dalla boiserie Marlene, da utilizzare comunque come rivestimento della parete in qualunque altro angolo della stanza. In pelle, in tessuto, in microfibra, la boiserie imbottita conferisce raffinatezza e charme al letto, proprio come se fosse una veste sontuosa.


Il retroletto, se intelligente come quelli pensati per i letti rotondi Histoire d'O e Infinity, può fungere anche da comodino o comunque da ampio piano d'appoggio per oggetti utili oppure decorativi, conferendo ancora una volta linearità e imponenza a un letto che in questo caso è già di per sè un protagonista.




Oppure il retroletto può essere un valido aiuto per l'ordine casalingo: il sistema Enya è assolutamente esplicativo, perchè il letto che dietro e ai lati si circonda di Enya, contiene libri e oggetti che magari non troverebbero posto in altro luogo.