giovedì 2 dicembre 2010

Appendiabiti e stile nell'ingresso

L'ingresso, lo dice la parola, è il luogo tramite il quale si accede. E qual è la prima cosa che si fa entrando? Potrà sembrare strano, ma il verbo a cui mi riferisco è "appendere": giacche, cappotti, sciarpe, ombrelli, cappelli. Sono la prima cosa che si posa entrando in casa.

Accedere, entrare, sono parole importanti, che un tempo erano investite anche di significati piuttosto mistici e profondi. Non era facile entrare in alcuni luoghi. Forse è per questo che oggi "entrare" e trovarsi subito a proprio agio è molto importante. Soprattutto in casa.

Nella concezione moderna dell'abitare non è affatto detto che esista un luogo apposito adibito ad ingresso, concepito così come lo era una volta, come luogo d'accoglienza a sè stante, anticamera di tutti gli ambienti della casa.

Oggi l'ingresso è relegato a parte di qualcosa di più ampio ed elaborato, come un open space, un grande living, oppure è semplicemente un angolo all'inizio di un corridoio o un piccolo spazio che introduce al resto della casa, sempre che lo si riesca a notare.

L'importanza dell'accoglienza all'ingresso si è forse persa nella notte dei tempi, per favorire una concezione dell'abitare più adatta ai tempi odierni, dove la frenesia e lo scorrere implacabile dell'orologio dettano ritmi che non possono permettersi indugi e convenevoli.

Eppure una sorta di ingresso esiste ancora. E appendere rimane la prima azione necessaria quando si entra, soprattutto in questo periodo dell'anno. Così come il suo contrario, "prendere" o "togliere" è l'ultima cosa che si fa prima di uscire e di abbandonare l'ingresso prima dell'accesso successivo.

Deve esistere quindi il modo di valorizzare visivamente e praticamente il moderno ingresso, anche se piccolo, anche se integrato in altri ambienti, anche se difficilmente riconoscibile come tale. Ricordo un piccolo monolocale di 20 metri quadri che ho abitato per qualche tempo in riva al mare: non c'era molto spazio per una divisione delle funzionalità, se non a livello strettamente visivo. E così l'ingresso rimaneva delimitato semplicemente dalla presenza di una scarpiera e di un appendiabiti. Eppure era riconoscibilissimo e in qualche modo anche accogliente.

Proprio questa è la funzione primaria dell'ingresso, "accogliere", seguita a ruota dalla praticità di un luogo che fa da anticamera per uno spazio così complesso e così delicato come la casa. Ecco perchè la presenza di un appendiabiti, accessorio non troppo ingombrante, ma assolutamente necessario, è ciò che serve per delimitare e rendere perfettamente riconoscibile e accogliente qualunque tipologia di ingresso, piccolo, grande, isolato o integrato.

Basta infatti un appendiabiti deciso, con carattere, con una personalità spiccata a dare energia e vitalità a questo spazio, talvolta messo in ombra e dimenticato, a torto.

Colori accesi, forme inconsuete, ingombro anche minimo ma funzionale: sono queste le caratteristiche che possono rendere un ingresso altrimenti insignificante, un luogo d'accoglienza, capace subito di proiettare nello stile ricercato di una casa e della sua storia. E' dall'appendiabiti quindi che si può capire immediatamente il carattere di un'abitazione; è alla scelta dell'appendiabiti quindi che bisogna prestare molta attenzione.

L'appendiabiti Tree in polietilene lucido oppure opaco, disponibile in diversi colori piuttosto decisi, è esattamente ciò che ci vuole per sottolineare l'importanza di un piccolo ingresso, che così non sfuggirà più nè all'occhio nè alle braccia che appendono. La continuità fra interno ed esterno è assicurata dalla forma ad albero che richiama subito la natura.



L'appendiabiti in metallo Baum, realizzato in acciaio bianco opaco, introduce decisamente a una casa elegante, ma anche originale e ricercata, fatta di oggetti e dettagli sicuramente fuori dal comune e votati anche alla funzionalità.



Più informale ed easy invece la casa introdotta dagli appendiabiti da muro Globo, ideali ad esempio per un monolocale oppure per un ingresso dalle dimensioni molto ridotte.



L'appendiabiti Sardanapalo in metacrilato è invece pensato proprio per risaltare ed esaltare l'ingresso di una casa piena di sorprese e di arredi che di per sè possono costituire delle esperienze visive senza precedenti.

giovedì 25 novembre 2010

Una camera da letto romantica

Una camera da letto è il compendio di tante caratteristiche e di molte sensazioni; una su tutte però prevale nell'allestimento dell'ambiente notte, soprattutto se a idearlo è uno spirito femminile, lo stesso che per definizione e vocazione "regna" in casa: il romanticismo.

Una camera da letto romantica è il sogno di ogni donna, ma sotto sotto anche di ogni uomo. Quale rappresentante della popolazione maschile infatti si sognerebbe di contrariare la sua dolce metà? Scherzi a parte, se la camera da letto è accogliente e trasmette piacevoli sensazioni di calore, ne deriva un benessere diffuso ad entrambi i componenti della coppia.

Innanzitutto occorre una definizione precisa del termine "romantico": quella sensazione sognante, sospesa, venata da un pizzico di sensualità e passione. Secondo me il romanticismo è questo, nè troppo casto da una parte, nè troppo carnale dall'altra.

Ma come ottenere un effetto "romantico" al punto giusto in camera da letto? Bè, oltre all'utilizzo di candele, luci soffuse e aromi particolarmente indicati, di importanza basilare risultano i protagonisti della camera: il letto e la sua biancheria.

Il letto matrimoniale è la prima e forse unica cosa che si nota al colpo d'occhio in questo ambiente; e se è vero che i particolari e i comprimari spesso fanno la differenza, è anche vero che gli attori principali devono essere impeccabili.

Così il letto è il primo ingrediente di una camera romantica: la sua forma, i suoi materiali ed infine i suoi colori, sono gli elementi che lo renderanno più o meno sensuale, più o meno appassionato e appassionante.

Curve e volute, unite ad esempio al ferro battuto, sono capaci di trasmettere subito una sensazione di fascino, legata al passato, ma anche a icone senza tempo, come il letto in ferro battuto Fantasy.



I tessuti di un letto a baldacchino, che richiamano non solo tempi ma anche luoghi esotici e in qualche modo lontani, evocano nidi d'amore, privati e intimi, da vivere con sentimento, con trasporto. Guardate ad esempio il letto a baldacchino Fior di Pesco: non è meravigliosamente romantico?



La forma di un letto rotondo o comunque tondeggiante, ricorda l'armonia assoluta, la stessa che nell'immaginario collettivo corrisponde alla coppia, al cerchio perfetto, al 'androgino riunito delle sue due metà un tempo scisse.

Anche un letto contemporaneo può avere il suo fascino romantico: linee minimali e pulite di letti in legno che ricordano l'Oriente e la filosofia Zen, oppure le particolari forme di letti moderni sospesi nell'aria, fluttuanti sulla luce, magari imbottiti, che stimolano la fantasia, la creatività. Come il letto Aladino Up, sospeso nel tempo e nello spazio.



Per rendere una camera da letto davvero romantica, sono poi i "vestiti" del letto a essere protagonisti: un bel letto, senza i tessuti adeguati, non può essere considerato romantico al punto giusto.

Ovviamente sono sete, rasi e cotone di qualità a trasmettere le sensazioni visive e tattili immediatamente più sensuali; ma sono anche i colori, ben abbinati ai materiali del letto, a fare la differenza: porpora, rosso fuoco, rosa e lilla, diversi tipi di arancione, oppure tonalità pastello unite a un legno scuro, al bianco di un materiale contemporaneo, al ferro battuto, al tono su tono di letti imbottiti o alle forme sinuose di letti moderni, possono accendere l'istinto e l'atmosfera.

Ne è un esempio calzante il letto in ecopelle Turning Around in questa versione rivestita in rosso, davvero molto, molto sensuale.

giovedì 18 novembre 2010

Poltrone di design: la storia della Egg Chair di Arne Jacobsen


Entrata ormai a pieno titolo nella Storia del Design come segno distintivo e iconico di un abitare confortevole e anche esteticamente bello, l'evocativa poltrona Egg Chair non fu in realtà ideata per ambienti domestici.

La Egg Chair nacque infatti dalla matita del celebre designer Arne Jacobsen nel 1958 per arredare l’esclusivo Royal SAS Hotel di Copenhagen e divenne subito famosa insieme alla Swan Chair, come prima sedia girevole rivestita e imbottita.

L'evocativo nome "Egg" si rifà alla forma arrotondata di questa seduta, o viceversa se preferite: è proprio questo il caso di dire che non è chiaro se sia nato prima l'uovo o la sedia, ma ai fini di quel che ci rimane, poco importa.

Basti sapere che l'uovo, in quanto concetto mistico, talvolta religioso, più spesso filosofico, è una forma che ha sempre ispirato e che continua a ispirare i creativi, come metafora della vita ma anche come entità formalmente perfetta della natura.

Nella mente di Jacobsen, la Egg Chair doveva rappresentare il guscio che avrebbe protetto e accolto l'uomo, creando per lui un rifugio ad hoc, confortevole e privato, dotato della giusta intimità.

Concepita inizialmente come un divano, la Egg Chair pare tragga ispirazione da Eero Saarinen e dlla sua Womb Chair, anche se in molti sostengono che la versione di Jacobsen sia parte di un progetto molto più completo.



Oggetto del desiderio per tutti gli appassionati di design, la Egg Chair conserva ancora oggi tutto il suo fascino di allora, sospeso tra l'avanguardia, il sofisticato e il cosmopolitan style, e porta nelle case di chi la sceglie tutto il suo spirito futuristico, tuttavia legato al concetto delle origini.

La Egg Chair è oggi disponibile con rivestimento in econappa o in pelle, da scegliere in diversi colori, per trasformare il soggiorno, la zona studio, la camera da letto o qualunque altro ambiente della casa in un luogo di relax privato e accogliente. E all'insegna della Storia del Design più raffinato.

mercoledì 3 novembre 2010

Letti in legno, ricordo della notte dei tempi

Un letto in legno: solido, naturale, accogliente, adattabile a tanti stili d'arredo, per camere da letto belle e funzionali. E' questa la sensazione che provo quando entro nella mia camera, soprattutto quando la meta tanto agognata per il riposo e per trovare un po' di calore è proprio il letto.

Scegliere un letto in legno non è stato facile, ma solo perchè i letti in legno non sono gli unici a trasmettere emozioni forti: anche quelli in pelle o in tessuto sono belli e resistenti, ma alla fine la voglia di avere un pezzo di natura e di Terra in casa ha prevalso, costringendomi piacevolmente ad abbinare il letto a comodini, armadio e cassettiera, tutto in legno.

Il risultato è uno splendido contrasto tra l'arancione delle pareti e le proprietà misteriose di un legno scuro come il rovere moro, che la sera mi accoglie, tingendo in modo suggestivo il mio angolo intimo e privato, e la mattina mi dà vigore, sprizzando energia.

La mia è una camera moderna, ma nulla vieterebbe a un letto in legno di entrare a pieno titolo in una camera da letto classica, in una camera da letto minimalista o in una camera da letto etnica: concorrono anche le forme a dare vita a uno stile, ma un materiale come il legno, antico, evocativo, resistente, infinitamente e sempre bello, si adatta veramente a tutto.

E se all'avvicinarsi dell'inverno la cosa forse più confortevole in assoluto è dedicarsi alla scelta della biancheria da letto, a cuscini, lenzuola, piumini, coperte e plaid, sotto cui immaginare di stare quando fuori il tempo ulula la sua tristezza, suggerisco che chi sente voglia di rinnovamento ma anche di calore, si dedichi all'autentico piacere di scegliere insieme a queste cose anche un letto nuovo, e di sceglierlo in legno, per averne restituita una sensazione di rifugio, di conforto, di intimità profonda.

Ogni essenza di legno è capace di trasmettere emozioni differenti, diverse per ognuno di noi: il legno scuro a me sa di misterioso, ma anche di forte, il legno chiaro mi dà calma e tranquillità; e così l'essenza noce o quella ciliegio sono in grado di evocare ricordi e sensazioni diverse.

Forse perchè in qualche vita precedente o nella nostra memoria genetica rimangono impresse le rimembranze di quando sotto a quel ciliegio o a quel noce passavamo le notti e dormivamo pur cullati da una presenza solida come quella di un albero grande e forte, anche se all'addiaccio; forse perchè abbiamo vissuto innumerevoli avventure, fughe, ritrovi e ripari sotto a quegli alberi, dove la notte si faceva scura e minacciosa, ma dove potevamo trovare conforto.

Il letto Min in rovere moro, con la sua presenza elegante e la dolce curvatura della testiera, mi ricorda un rifugio fidato, accogliente, perso nella notte di quei tempi misteriosi e dimenticati.



Il letto Omra in ciliegio è per me invece un chiaro segno di sicurezza: quest'essenza mi ricorda coscientemente il luogo dove da piccola cercavo riparo, dove riuscivo a trovare sollievo lontano da tutto ciò che mi rattristava.



Il letto Versus in noce mi sembra il luogo perfetto per cadere in un sonno ristoratore, evocativo non solo di tempi ma anche di posti lontani ed esotici, e rischiarato da luci che portano lo stesso conforto che, nelle notti profondamente buie di una volta, quando le città erano entità altre rispetto ad ora, portava con sè la luna.

venerdì 22 ottobre 2010

2 anni online

Il 22-10-2008 il sito ArredaClick.com viene pubblicato e reso visibile "al mondo": incredibilmente una coccinella si appoggia al monitor sul quale con emozione vediamo finalmente online il sito a lungo testato.

Ricordo che lo prendemmo come un segno di buon auspicio...è veramente inusuale vedere una coccinella, ancor di più in ufficio proprio nel momento in cui ci si ferma un attimo a guardare con soddisfazione il frutto di mesi di lavoro.

Il nostro sistema di statistiche ha iniziato come da programma a salvare i dati dal giorno successivo alla pubblicazione, e mostra per il 23 ottobre 2008 "ben 4 visitatori"...probabilmente i nostri 2 pc di allora e quelli di un amico od un genitore! 

Oggi 22-10-2010 sono passati 2 anni, 500.000 visitatori, e la coccinella è diventata una farfalla che vola insieme ai nostri sogni. Sembra una frase fatta ma è veramente così: stiamo crescendo come azienda, ed ognuno di noi dello staff sta crescendo come persona, con la doverosa modestia che è giusto coltivare come valore, ma anche con l'orgoglio di essere innovatori nel settore dell'arredamento.


Auguri ArredaClick!

giovedì 21 ottobre 2010

Poltrona Question Mark, un pezzo della Storia del Design

Anche se relativamente recente, la poltrona Question Mark è già entrata a pieno titolo nella Storia del Design moderno e contemporaneo, grazie alle sue linee, ma anche al suo significato.

Iconica, onomatopeica, ironica, divertente, rappresentativa: a partire dal nome, Question Mark è un'esplosione di concetti, tutti racchiusi nella sua forma sinuosa ed elegante, adattabile a qualunque ambiente.



Scaturita dalla fantasia del designer tedesco Stefan Heiliger, che crea complementi d'arredo da oltre 30 anni, per l'azienda totalmente Made in Italy Tonon, la poltrona Question Mark interpreta perfettamente la concezione del vivere moderno.

Question Mark in inglese significa punto interrogativo; e non era difficile capirlo, guardando le linee di questa poltrona, anche da angolazioni diverse (l'effetto visivo è come quello della Gioconda, che ti guarda ovunque vai, però in tre dimensioni).

Il punto interrogativo riassume tutte le domande del vivere contemporaneo: domande che forse un tempo si ponevano in pochi (filosoficamente parlando) e che oggi sono al centro del nostro pensare. Chi siamo? Dove andiamo? Perchè? Che ci facciamo in mezzo al caos delle città? Cosa ci piace? Perchè non siamo immortali? Cosa succede nel mondo, mentre noi rimaniamo fermi?

Fermi. Esattamente fermi, seduti a pensare a tutti questi interrogativi, su una poltrona che guardacaso li vuole rappresentare; fermi, mentre tutto ci scorre intorno, passando inconsapevolmente per quel minuscolo punto interrogativo nell'universo. Un punto interrogativo che alla fine si identifica proprio con il nostro essere, con noi stessi e che soltanto per questo merita di trovare posto nelle nostre case, dentro agli unici punti fermi che ci rimangono in questo mondo che vorticosamente gira.

Ha vinto numerosissimi premi la Question Mark di Stefan Heiliger per Tonon: perchè pratica, speciale, bella, oltre che concettualmente importante. La seduta infatti, nonostante sia costituita da una struttura sinuosa e continua priva di braccioli, risulta estremamente comoda e funzionale, data la possibilità di ruotare a 360° sulla base centrale in acciaio cromato e data l'imbottitura in poliuretano espanso schiumato ignifugo.

Il suo design easy ma allo stesso tempo elegante poi, la rende adatta a soggiorni, camere da letto, angoli studio, luoghi di passaggio, ingressi, sale da pranzo (intorno a un tavolo tante Question Mark sono semplicemente favolose) di qualunque genere: facile da spostare, piacevolissima da vedere e da toccare, grazie ai numerosi rivestimenti (in tessuto o in pelle) e ai colori personalizzabili con una miriade di sfumature diverse.



Scegliere una poltrona Question Mark per la propria casa significa cavalcare l'onda del pensiero contemporaneo, farsi portatori della propria personalissima filosofia di vita moderna, arricchire lo spazio della propria dimora con un pezzo ormai storico e iconico e regalare un tocco informale ma raffinato a qualunque ambiente domestico.

giovedì 14 ottobre 2010

Sedie trasparenti in materiale plastico: leggere, resistenti e belle

Le sedie trasparenti mi hanno sempre affascinata. Non ne conosco il motivo preciso, ma è come se la loro evanescenza mi permettesse di percepire attraverso di loro un mondo che sta oltre, forse anche un mondo che non esiste. Non lo vedo chiaramente questo mondo, ma lo indovino e la sedia trasparente me lo evoca, regalandomi immediatamente sensazioni affascinanti.

Certo per fare una sedia trasparente i materiali tradizionali non sono molto utili: ci sono il vetro e il cristallo, certo, ma immaginate una casa popolata da sedie di vetro?!? Fragile, talvolta pesante, pericoloso per un oggetto come la sedia, che continuamente viene spostata e utilizzata nei più disparati contesti. Il vetro e il cristallo sono fantastici per i tavoli, più statici e meno strapazzabili.

Va da sè che le sedie trasparenti per definizione non possono essere realizzate se non in materiali plastici: solo questi ultimi infatti permettono a questi complementi di risultare pratici e allo stesso tempo estremamente belli da vedere.

Nonostante il progresso ci abbia abituati alla presenza della plastica, che nella seconda metà del Novecento ha portato con sè delle vere e proprie rivoluzioni di vita, di concetto e di pensiero, sono ancora molti a essere scettici nei confronti di questo materiale e dei suoi derivati. Come se la plastica rappresentasse una categoria inferiore, come se non fosse di qualità, come se non fosse abbastanza resistente. Tutte leggende metropolitane: il progresso tecnico degli ultimi decenni ha reso questi materiali veramente versatili e funzionali, assolutamente utilizzabili in casa con arredi e accessori.

Policarbonato, tecnopolimero, metacrilato: nomi difficili, con processi di composizione e lavorazione molto complessi, ma con comuni denominatori molto positivi. Resistenza meccanica, resistenza agli urti, resistenza all'acqua, facilità di pulizia: si tratta di caratteristiche eccezionali per l'utilizzo di oggetti come le sedie, che possono passare facilmente dall'in all'outdoor, che devono sopportare pesi talvolta anche elevati, che possono subire urti e potenziali danni in ogni momento.

A onor di cronaca, è essenziale pensare anche al fatto che i materiali plastici sono più difficili da smaltire, ma il progresso tecnologico sta lavorando anche a questo e presto probabilmente queste sostanze diventeranno anche ecologiche (e alcune lo sono già).

In ogni caso, non è soltanto una questione di praticità e di caratteristiche tecniche: i materiali plastici sono belli. A discapito di tutti coloro che vedono un'estetica piacevole soltanto nel legno o nelle pietre o nel ferro (comunque materiali con tutta una loro storia e un loro fascino incomparabile), io affermo con convinzione che la plastica è in grado di creare effetti visivi sorprendenti, più che piacevoli, anche spettacolari.

Unire la plastica alla leggerezza della trasparenza, magari venata di colori che diventano così evanescenti ma molto evidenti, dà vita a un connubio a mio parere senza pari, che in una sedia ha tutto un altro appeal rispetto al legno o al ferro.

Ad esempio la sedia L'Eau in tecnopolimero trasparente è un capolavoro estetico ed emozionale: complice di una visione capace di evocare sensazioni quasi fisiche, L'Eau incarna concretamente il significato del suo nome.



La sedia Alchemia in policarbonato o in nylon dimostra una volta di più la versatilità dei materiali plastici nel realizzare forme diverse e accattivanti.



La sedia La Marie in policarbonato trasparente esalta la bellezza della plastica colorata con la sua semplicità formale e la sua compostezza, capaci di renderla eventualmente protagonista di una sala da pranzo anche minimale.



La sedia Aria in policarbonato trasparente è un'altra autorevole rappresentante di come la plastica possa evocare in realtà elementi del tutto naturali, con il loro movimento ma anche con la loro presunta staticità, con la loro fluidità e con la loro leggerezza.

sabato 9 ottobre 2010

"Vorrei un preventivo..."

Entrando in un negozio nel quale troviamo prodotti o servizi altamente personalizzati lo diciamo un po' tutti: "Vorrei un Preventivo".
Ci relazioniamo ad un addetto e gli chiediamo informazioni circa i prodotti ed i relativi costi...se siamo fortunati al posto di un semplice addetto troviamo un bravo consulente che ci può dare qualche dritta, se siamo sfortunati al posto di un consigliere troviamo un venditore con tanto interesse nelle provvigioni e poco interesse nel consigliarci bene.

Immaginiamo poi di chiedere preventivi in un negozio, poi in un altro, e poi in un altro ancora...senza pensare che nel negozio in cui ci troviamo bene vorremmo valutare tutte le alternative possibili ma ci sentiamo un po' a disagio a chiedere tantissimi preventivi prima di acquistare..."chissà cosa pensa di me il venditore che già prima all'ennesima domanda ha iniziato a sbuffare".

Piccola introduzione basata su scenari immaginati ma molto realistici, in qualunque settore.

ArredaClick è un sito rivoluzionario proprio per questo: innanzitutto perchè ha portato la personalizzazione totale nella vendita online di mobili ed arredamento.

Siamo gli unici ad offrire arredamento online con questo grado di personalizzazione, e siamo anche gli unici a pubblicare il Prezzo di Listino tratto dai listini ufficiali dei produttori per comunicare il giusto valore delle collezioni: tutto spiegato nella nostra pagina Prezzi e Preventivi.

A soli 5 giorni dalla modifica alla nostra pagina Preventivo per indicare agli utenti il volume di spedizione delle forniture, ecco un'altra novità ancora più rivoluzionaria: le opzioni disponibili dei prodotti inclusi nel Preventivo si possono modificare all'interno della pagina Preventivo! 

Fino ad oggi i nostri utenti potevano calcolare tutti i Preventivi che volevano in totale libertà d'informazione, ovunque, 24 ore al giorno, e senza alcuna pressione esterna come quelle che possono arrivare dal personale di vendita dei negozi.
Da oggi una volta aggiunto un prodotto al Preventivo è possibile modificarne le opzioni selezionate senza rientrare nella Scheda Prodotto: la scheda rimane sempre ad un solo click di distanza, ma ogni modifica dimensionale, nei materiali, nei colori, negli accessori selezionati è subito accessibile nel Preventivo stesso.

I motivi per scegliere ArredaClick rimangono gli stessi...l'Assortimento continua a crescere, il Risparmio rimane, la Comodità aumenta.

Vi teniamo aggiornati!

giovedì 7 ottobre 2010

Poltrona Sacco: la storia di un'icona del design

Sull'onda di un mondo che stava cambiando sotto l'egida della plastica e di una cultura spumeggiante poi chiamata pop, nasceva il progetto di un oggetto d'arredo che non solo ha segnato una rivoluzione, ma che anche in virtù di questo, è diventato un'icona del design "classico", un punto fermo da cui la Storia del mobile moderno non può prescindere: la Poltrona Sacco.



Correva l'anno 1968 e tanti furono i cambiamenti e gli avvenimenti legati a quel momento storico; tenendo società e politica a margine, l'avvento della poltrona Sacco fu uno di questi e paradossalmente potrebbe rappresentare anche ciò che accadeva negli ambienti più aulici, oggetti di cronaca, e nelle più caserecce piazze, dove la gente cominciava ad emergere e a piantare i semi di una libertà diversa, nuova, consapevole. La poltrona Sacco infatti era appunto libera, nuova, diversa, proprio come gli ideali che andavano diffondendosi in quel periodo.

Ideata dal trio di designer Franco Teodoro, Cesare Paolini e Piero Gatti, e prodotta inizialmente da Zanotta, la poltrona Sacco cavalcò l'onda entusiastica dei materiali plastici e soprattutto si presentò come primo, favoloso esemplare di un concetto fino ad allora inesplorato: la destrutturazione.

Non era facile reinventare un oggetto d'arredo che già allora aveva una storia secolare, che aveva già subito decine di evoluzioni, che non mancava nelle case da centinaia di anni. Eppure, la capacità dei tre designer in particolare, e della cultura pop in generale, di guardare le cose sotto punti di vista inediti e impensabili, fece il miracolo: nacque così un capolavoro di creatività, una poltrona a tutti gli effetti che però, per la prima volta non aveva nè la forma nè l'aspetto della poltrona, e che giungeva senza una struttura rigida e fissa.

Per la prima volta non era l'arredo a dettare legge sull'uomo, bensì il contrario: il corpo umano non era più costretto a incanalarsi in una posizione già decisa e rigida, ma era la poltrona ad adattarsi al dispiegarsi del corpo, alle sue comodità, al suo relax. Se ci pensate, questa era ed è una "metafora concreta" di tutta una rivoluzione sociale, di tutta quella corrente di pensiero che imperversava tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70.

Rivestita con materiali plastici o ecopelle, costituita da pallini di polistirolo, caratterizzata da una forma oblunga malleabile e adattabile a ogni stile di seduta, la poltrona Sacco con la sua incredibile versatilità divenne subito oggetto del desiderio per tutti gli amanti dell'arredo moderno, per personaggi d'élite, per case d'autore.

Leggera, facilmente trasportabile, collocabile in qualunque angolo della casa, con la possibilità di risultare colorata e frizzante, proprio come era richiesto in quegli anni: la poltrona Sacco era un simbolo, di design, ma anche di rivoluzione, di praticità, di modernità e di rottura degli schemi.



Finchè una esilarantissima scena diffusa dal tubo catodico, non la portò letteralmente dentro le case di molti, moltissimi italiani; e così la poltrona Sacco cominciò a diventare una presenza costante anche nelle abitazioni meno lussuose: lo spaccato di fantareale che portò la poltrona Sacco sull'onda della popolarità fu quel divertentissimo episodio in cui un impacciato Paolo Villaggio intraprese una vera e propria lotta per sedersi su una poltrona Sacco che immancabilmente lo continuava a rigettare in terra.

Da allora la poltrona Sacco ha subito una miriade di mutazioni, grazie a imitazioni e rifacimenti, mantenendo però sempre l'indispensabile concetto da cui nacque, l'inconfondibile forma e la praticissima versatilità.

Le poltrone sacco Linus e Snoopy sono un egregio esempio di queste rivisitazioni: rivestite in tessuto da scegliere in tanti colori, possono arredare qualunque ambiente della casa (nella versione Linus per adulti) e anche la cameretta dei bambini (nella versione più piccola Snoopy), che per l'innata ispirazione ludica di quest'oggetto, trovano sempre molto divertente potercisi sedere o poterla utilizzare giocando.



Trionfo della comodità, perchè è il corpo a scegliere la sua posizione ideale, sostenuto e avvolto dalla poltrona come in un confortevole nido, la poltrona Sacco è un modo piacevolissimo per dare un tocco pop alla propria casa, ma anche per inserire nella propria personalissima galleria domestica un autentico pezzo di Storia, politica e sociale, del design e della televisione italiana.

lunedì 4 ottobre 2010

Spedire arredamento in Italia ed Europa

Una novità apparentemente piccola che risulta però comodissima per i nostri utenti ed anche per il nostro team dedicato al Servizio Clienti.

Ormai da 2 anni spediamo le nostre forniture di mobili ed arredamento in tutta Italia. Progressivamente abbiamo ampliato il numero di paesi in cui esportiamo, ed ora possiamo annoverare tutta l'Europa continentale ed il Nord America con un totale di 22 paesi

In ben 18 paesi (fra cui ovviamente l'Italia) spediamo esclusivamente con corrieri specializzati in arredamento.

La novità che oggi ci entusiasma così tanto consiste in un "regalo" del nostro programmatore che è riuscito a far apparire il volume di spedizione della fornitura nella pagina del Preventivo: si tratta veramente di uno strumento veramente comodo per tutti gli utenti.

I nostri costi di spedizione sono apprezzati da molti per la competitività dell'offerta in relazione all'affidabilità del servizio; si basano sul volume e vengono arrotondati in automatico dal sistema al metro cubo superiore.
In questo senso l'indicazione del volume di spedizione all'interno del Preventivo permette ad ogni utente di "aggiungere prodotti" al proprio Preventivo senza che il costo di spedizione aumenti in alcun modo...sui prodotti aggiunti è come se la spedizione fosse gratuita!

Un esempio...il vostro Preventivo indica un Volume Totale di 1,2 metri cubi? Potete aggiungere 0,8 metri cubi di mobili ed arredi mantenendo inalterato il Costo di Spedizione.

Una piccola grande novità per rendere ArredaClick sempre più comodo e conveniente...due fra i motivi per cui i nostri clienti ci scelgono.

Alla prossima!