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giovedì 7 ottobre 2010

Poltrona Sacco: la storia di un'icona del design

Sull'onda di un mondo che stava cambiando sotto l'egida della plastica e di una cultura spumeggiante poi chiamata pop, nasceva il progetto di un oggetto d'arredo che non solo ha segnato una rivoluzione, ma che anche in virtù di questo, è diventato un'icona del design "classico", un punto fermo da cui la Storia del mobile moderno non può prescindere: la Poltrona Sacco.



Correva l'anno 1968 e tanti furono i cambiamenti e gli avvenimenti legati a quel momento storico; tenendo società e politica a margine, l'avvento della poltrona Sacco fu uno di questi e paradossalmente potrebbe rappresentare anche ciò che accadeva negli ambienti più aulici, oggetti di cronaca, e nelle più caserecce piazze, dove la gente cominciava ad emergere e a piantare i semi di una libertà diversa, nuova, consapevole. La poltrona Sacco infatti era appunto libera, nuova, diversa, proprio come gli ideali che andavano diffondendosi in quel periodo.

Ideata dal trio di designer Franco Teodoro, Cesare Paolini e Piero Gatti, e prodotta inizialmente da Zanotta, la poltrona Sacco cavalcò l'onda entusiastica dei materiali plastici e soprattutto si presentò come primo, favoloso esemplare di un concetto fino ad allora inesplorato: la destrutturazione.

Non era facile reinventare un oggetto d'arredo che già allora aveva una storia secolare, che aveva già subito decine di evoluzioni, che non mancava nelle case da centinaia di anni. Eppure, la capacità dei tre designer in particolare, e della cultura pop in generale, di guardare le cose sotto punti di vista inediti e impensabili, fece il miracolo: nacque così un capolavoro di creatività, una poltrona a tutti gli effetti che però, per la prima volta non aveva nè la forma nè l'aspetto della poltrona, e che giungeva senza una struttura rigida e fissa.

Per la prima volta non era l'arredo a dettare legge sull'uomo, bensì il contrario: il corpo umano non era più costretto a incanalarsi in una posizione già decisa e rigida, ma era la poltrona ad adattarsi al dispiegarsi del corpo, alle sue comodità, al suo relax. Se ci pensate, questa era ed è una "metafora concreta" di tutta una rivoluzione sociale, di tutta quella corrente di pensiero che imperversava tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70.

Rivestita con materiali plastici o ecopelle, costituita da pallini di polistirolo, caratterizzata da una forma oblunga malleabile e adattabile a ogni stile di seduta, la poltrona Sacco con la sua incredibile versatilità divenne subito oggetto del desiderio per tutti gli amanti dell'arredo moderno, per personaggi d'élite, per case d'autore.

Leggera, facilmente trasportabile, collocabile in qualunque angolo della casa, con la possibilità di risultare colorata e frizzante, proprio come era richiesto in quegli anni: la poltrona Sacco era un simbolo, di design, ma anche di rivoluzione, di praticità, di modernità e di rottura degli schemi.



Finchè una esilarantissima scena diffusa dal tubo catodico, non la portò letteralmente dentro le case di molti, moltissimi italiani; e così la poltrona Sacco cominciò a diventare una presenza costante anche nelle abitazioni meno lussuose: lo spaccato di fantareale che portò la poltrona Sacco sull'onda della popolarità fu quel divertentissimo episodio in cui un impacciato Paolo Villaggio intraprese una vera e propria lotta per sedersi su una poltrona Sacco che immancabilmente lo continuava a rigettare in terra.

Da allora la poltrona Sacco ha subito una miriade di mutazioni, grazie a imitazioni e rifacimenti, mantenendo però sempre l'indispensabile concetto da cui nacque, l'inconfondibile forma e la praticissima versatilità.

Le poltrone sacco Linus e Snoopy sono un egregio esempio di queste rivisitazioni: rivestite in tessuto da scegliere in tanti colori, possono arredare qualunque ambiente della casa (nella versione Linus per adulti) e anche la cameretta dei bambini (nella versione più piccola Snoopy), che per l'innata ispirazione ludica di quest'oggetto, trovano sempre molto divertente potercisi sedere o poterla utilizzare giocando.



Trionfo della comodità, perchè è il corpo a scegliere la sua posizione ideale, sostenuto e avvolto dalla poltrona come in un confortevole nido, la poltrona Sacco è un modo piacevolissimo per dare un tocco pop alla propria casa, ma anche per inserire nella propria personalissima galleria domestica un autentico pezzo di Storia, politica e sociale, del design e della televisione italiana.

martedì 28 settembre 2010

Poltrone colorate, e ogni ambiente si fa divertente

Una poltrona colorata è proprio quel che ci vorrebbe: non vi è mai capitato di pensarlo? Eppure è una frase così semplice, non solo da pronunciare, ma anche da pensare e soprattutto da realizzare: una poltrona ha un ingombro ristretto e anche per questo motivo si presta a dare quel tocco di colore che mancava all'ambiente.

Soggiorni, camere da letto, angoli relax e lettura, studi, ingressi e addirittura cucine: tutti gli ambienti di casa possono essere ravvivati e rispolverati dalla presenza di una poltrona colorata. Anzi, vi dirò di più: in alcune case, anche i bagni usufruiscono di questo privilegio, quando sono grandi, accoglienti e predisposti per diventare vere e proprie spa, luoghi di benessere e di relax del corpo e della mente, dove una comodità individuale come la poltrona non può mancare.

A volte la poltrona potrebbe anche essere il punto di partenza: da una forma e da un colore particolari infatti, possono nascere tante idee per creare il tema portante di un ambiente o anche di un'intera casa, soprattutto nel caso di un open space o di un loft.

Se amate i colori forti, la poltrona unita ad altri complementi e agli accessori in una stessa tonalità spiccata, potrebbero contrastare benissimo con arredi e rivestimenti neutri, in modo da conferire agli ambienti un tono informale ma mai noioso. Se invece siete di quelli che non disdegnano le esplosioni di colore, soprattutto se possedete stanze ampie e luminose, allora la poltrona potrebbe essere lo spunto per stabilire la palette da applicare alla quasi totalità degli altri elementi.

La poltrona è facile da collocare: non richiede un grosso dispendio di spazio e nemmeno una posizione preferibile rispetto a muri o ad altri oggetti; la caratteristica che la rende così versatile e bella è che può costituire un'isola a sè, completamente distaccata dal resto e insieme profondamente e visivamente unita, per creare anche una piccola oasi personale e privata, dove dedicarsi al relax, alla lettura, all'audio/video, al gioco.

Il proverbio reciterebbe a pennello "dove la metti sta": ma la poltrona è molto di più, perchè in certi casi può anche essere spostata facilmente a seconda delle necessità, come seduta aggiuntiva o come elemento d'arredo di spicco.

Così ogni angolo, ogni porzione di spazio può trasformarsi in un motivo talvolta giocoso talvolta più rilassante, ma sempre senza dimenticare un certo carattere easy, snello e invitante.

La poltrona Sacco ad esempio, sia nella versione Linus per gli adulti che nella versione Snoopy per i piccoli, è un oggetto d'arredo e di decoro non solo affascinante, proprio perchè destrutturato, ma anche funzionalissimo: la seduta è comoda e versatile a seconda delle esigenze (sempre che riusciate a imbroccare come utilizzarla, Fantozzi docet) e la si può spostare e collocare in qualunque angolo e in qualunque momento. Inutile dirvi che è la poltrona preferita da tutti i miei amici, che durante i miei party fanno la fila per potervisi sedere.



La poltrona Matchball è un oggetto sorridente e profondamente ludico, soprattutto nelle colorazioni disponibili, come questo rosa intenso e molto femminile, adattabile a tanti e diversi contesti.



La poltrona Heartbreaker arreda non solo con i suoi colori, ma anche con la sua forma ironica e divertente, adatta a costituire l'elemento distintivo di un ambiente o di una stanza.



La poltrona Onefortwo si appresta anch'essa a divenire protagonista di un soggiorno o di un angolo relax: funzionale allo spazio, morbida, colorata in modo deciso e coinvolgente, promette di regalare momenti irripetibili, sia dal punto di vista dell'esperienza visiva, sia da quello della comodità, pensata anche per due persone che desiderano stare vicine vicine.