lunedì 24 gennaio 2011

I contenitori, le soluzioni di storage per la casa con stile

In casa una su tutte è l'esigenza più sentita e insieme più controversa: archiviare, sistemare, "mettere via". In una casa gli oggetti e gli accessori sono tantissimi, soprattutto se la famiglia è numerosa, e spesso sorge l'annosa questione del "e adesso dove lo metto?".

Le metrature delle case sono sempre più ridotte, specialmente in città, ma le esigenze crescono, così come aumenta la mole degli oggetti che ogni persona accumula nel proprio spazio domestico, perchè cambia continuamente il concetto di "personale" e ogni attimo nascono prodotti nuovi per esigenze nuove, o create appositamente.

Ecco che allora ci vengono in aiuto i contenitori, quei complementi d'arredo nati appunto per "contenere", per fungere da soluzioni di storage, per dirlo all'anglosassone, ma anche con un linguaggio proprio della tecnologia che oggi tanta voce ha in capitolo nelle nostre vite.

I contenitori non sono dei veri e propri mobili, ma appunto dei sistemi complementari agli stessi, più leggeri, più snelli, spesso trasportabili da un ambiente all'altro, pensati per le più diverse esigenze: da quelli appositamente creati per qualche oggetto in particolare (come le scarpe, nel qual caso i contenitori si chiamano non a caso scarpiere), a quelli generici, che diventano vere e proprie valvole di sfogo della casa, come se fossero degli sgabuzzini in miniatura.

Premesso che in ogni caso sarebbe buona norma tenere il più possibile organizzati tutti gli oggetti in casa, in particolare se li archiviamo, per poi ritrovarli con facilità (il metodo migliore è quello di sistemarli per categoria e utilizzare delle etichette, magari con disegni e scritte simpatiche o con colori in tinta con l'arredo), i contenitori per lo storage possono completare l'arredo della casa con stile ed eleganza, amalgamandosi con il resto dell'ambiente oppure andandone a costituire un elemento di spicco.

L'importante è pensare a loro esattamente come all'hard disk del nostro computer: ogni "cartella" avrà il suo nome e conterrà i suoi specifici oggetti, suddivisi con criterio. Soltanto così si potranno rendere utili i contenitori in casa, perchè svolgano esattamente la funzione per cui sono stati pensati: aiutare a organizzare e contenere con intelligenza.

Con il contenitore Optic in polimetilmetacrilato colorato trasparente, completare qualche angolo della casa con uno stile inconfondibile e caratteristico, è facilissimo; ma attenzione che in questo caso l'organizzazione e l'ordine sono obbligatori, perchè la trasparenza di questi contenitori, lascia intravedere tutto ciò che ospitano all'interno. Tuttavia, se proprio siete dei disordinati incalliti, c'è anche la versione in polimetilmetacrilato colorato coprente.



Il contenitore Mobil in polimetilmetacrilato e acciaio è un validissimo esempio di complemento leggero, snello e anche trasportabile, grazie alle sue ruote; inoltre Mobil è altamente configurabile: l'organizzazione delle varie "cartelle" sarà quindi facilissima e anche divertente, grazie ai diversi colori disponibili.



I contenitori Componibili in Abs coprente sono tra i complementi d'arredo più apprezzati di Kartell: si tratta di moduli componibili come ottime soluzioni contenitive, da personalizzare a seconda delle esigenze, e adatti a caratterizzare fortemente l'ambiente in cui vengono inseriti, grazie alla forma cilindrica insolita (che può inoltre dimostrarsi utile per organizzare gli angoli più strani e difficili della casa).

martedì 18 gennaio 2011

Un angolo lettura da favola

C'è un posto in ogni casa che può ricreare tutto quello che di speciale hanno i sogni: un angolo lettura, intimo, raccolto, personale, pronto per farci evadere dalla quotidianità ogni volta che ne sentiamo il bisogno, e ricavabile in qualunque zona della casa.

L'angolo lettura non è uno di quegli elementi dimenticati dalle metrature ridotte di oggi e dalla frenesia del tempo sempre più incalzante: l'angolo lettura al contrario è un'oasi necessaria, sostanziale per potersi fermare, per dedicarsi a se stessi e alle proprie favole.

I libri infatti non sono altro che la trasposizione di quelle fiabe che da bambini ci facevano addormentare, metafore di vita vera o di sogni soltanto immaginati. I libri sono storie, quelle che rappresentano il motore del mondo, della nostra fantasia, della nostra voglia di vivere. E non sono soltanto loro a entrare a pieno titolo nell'angolo lettura.

Si tratta infatti di una zona esclusivamente pensata per il relax, dove anche musica, riviste o semplice riposo, sono i benvenuti, per creare davvero un luogo di distensione, unico e irripetibile in mezzo alla velocità che oggi ci circonda.

Ma dove ricavare l'angolo lettura? Ovviamente dipende dallo spazio a disposizione, l'importante è sapere che una zona del genere non stona in nessun ambiente: in camera da letto, in una cucina affacciata sul living, in soggiorno, sotto il letto a soppalco della cameretta, nella nicchia dell'ingresso, se è tanto grande anche nell'area spa del bagno, magari accanto alla doccia con bagno turco o alla vasca a idromassaggio.

E quali sono gli elementi indispensabili per creare un angolo lettura da favola? Serve un punto luce soffuso ma non troppo, che crei l'atmosfera, ma che ci permetta anche di vedere bene le parole dei libri o le immagini delle riviste; serve un piano d'appoggio, magari un piccolo tavolino da salotto, come supporto per bibite o lettore mp3, e naturalmente per i libri; serve un tappeto, possibilmente dai colori caldi, che avvolga tutto e che contribuisca a creare sensazioni accoglienti.

E poi serve lei, la protagonista di questo angolo di paradiso, la poltrona, possibilmente dotata di poggiapiedi e comunque pensata su misura per il proprio comodo relax: inclinata o più dritta, morbida o più rigida, che crei un dolce dondolio o fissa. La scelta è soggettiva, così come soggettivo è lo stile.

Che strizzi un occhio al classico, con rivestimenti in pelle, oppure al moderno, con colori e rifiniture fashion, oppure ancora all'etnico, con un mix di legni e tessuti, l'angolo lettura rimarrà sempre un'oasi di puro piacere.

Con la poltrona Ego in legno e tessuto, dotata anche di poggiapiedi, è possibile ad esempio ricreare un'atmosfera vagamente esotica, sicuramente adatta a un luogo votato al riposo.



Con la celebre poltrona Eames in pelle è invece possibile creare un angolo perfetto per uno stile classicheggiante e con uno sguardo al passato.



Con la poltrona girevole Better in ecopelle, è invece possibile creare un luogo moderno ma allo stesso tempo fortemente elegante, oltre che comodo grazie al poggiapiedi coordinato.



Con la poltrona Uno in metacrilato ed ecopelle infine, l'effetto ottenibile è quello di un angolo decisamente contemporaneo, quasi futuristico, ma allo stesso tempo accogliente e capace di donare molteplici sensazioni positive ed eteree.


venerdì 14 gennaio 2011

Consolle: complementi d'arredo che risolvono

Le consolle sono complementi d'arredo che potrebbero essere considerate la naturale evoluzione di arredi quali comò e secretaire, ancora oggi come un tempo preposti all'accoglienza nell'ingresso di casa oppure in altri contesti domestici.

Comò e secretaire che fungevano da svuotatasche, da piani da appoggio, da soluzioni contenitive di un certo peso, monolitiche e granitiche presenze tuttavia indispensabili. Oggi la consolle propone e disegna un paesaggio totalmente diverso in casa, in accordo con gli ultimi stili e le ultime tendenze, un paesaggio più snello, più essenziale, sostanzialmente minimalista.

La consolle è infatti lineare e agile, come si conviene a uno stile che predilige la funzionalità e la leggerezza. Ma la consolle è anche trasformista all'occorrenza, proprio come vuole l'abitare moderno, pieno di soluzioni intelligenti per sfruttare lo spazio, che continua a rimpicciolirsi in metrature cittadine sempre più ridotte.

La consolle è un piano d'appoggio, uno svuotatasche che spesso caratterizza fortemente, ma senza troppo ingombro, uno spazio come l'ingresso oppure soltanto un angolo di ambienti più ampi come il living. All'occorrenza alcuni modelli possono trasformarsi in tavoli o tavolini, grazie a sistemi a ribalta oppure a meccanismi a libro nascosti.

La consolle Mistery di Calligaris ad esempio si trasforma all'occorrenza in un tavolo, di tre dimensioni diverse e lungo fino a tre metri; non male per un arredo che solitamente occupa una profondità di 49 cm.



La consolle è quindi un complemento adatto anche alla zona pranzo o alla cucina abitabile; ma potrebbe trovare la sua ragione d'esistere anche in camera da letto, dove andrebbe a costituire un modernissimo comò, una superficie per la cosiddetta toeletta femminile, comoda anche per ospitare una seduta, con l'ausilio della quale truccarsi o pettinarsi, come solevano fare le dame di un tempo.

La consolle Diletta sarebbe perfetta per un contesto simile, magari votato a un minimalismo esotico, pregno di legni scuri e di essenzialità.



Perfetta invece per un ingresso moderno e lineare la consolle Hip Hop di Bontempi, con doppio ripiano in cristallo, ideale per svuotare le tasche, e struttura in metallo laccato o cromato.



Alcune poi, come la consolle Olivia Fast di Calligaris (che oltretutto ha un bel nome!!) sono anche dotate di ruote, per essere facilmente spostate da un ambiente all'altro.



E infine ce ne sono altre, come la consolle Portofino di Cattelan, che si possono mimetizzare nell'ambiente ingresso, pur facendosi notare e dilatando visivamente lo spazio, grazie al rivestimento completo in cristallo specchiato.


lunedì 10 gennaio 2011

Ricavare un secondo bagno in poco spazio: con l'arredobagno giusto si può

Avere un secondo bagno in casa è una grande comodità, specie se si è in tanti, oppure se si è in pochi ma con ospiti frequenti. Spesso, in fase di ristrutturazione, si cerca sempre di ricavare un secondo bagno, perchè potrebbe tornare utile in ogni caso.

Ma come fare con le metrature piccole? Nelle case grandi, trovare lo spazio per un secondo bagno non è difficile: basta spostare qualche muro e rimpicciolire qualche ambiente, che comunque rimarrà ampio, per trovare i metri sufficienti.

Nelle case piccole l'impresa si fa più ardua: occorre innanzitutto rispettare le regole, che cambiano da comune a comune, ma che in generale vogliono il secondo bagno non più piccolo di 2 metri quadri e non necessariamente provvisto di apertura verso l'esterno, ma dotato quindi obbligatoriamente di impianto di aerazione.

2 metri quadri non sono tanti, ma non sono neppure pochi: una forma quadrata o di poco rettangolare, è la più indicata per un bagno di piccole dimensioni, facilmente ricavabile nello spazio avanzato da disimpegni, corridoi, sgabuzzini. Tenere a mente la posizione di tubi e attacchi è importante per spendere meno, ma al giorno d'oggi un bagno si può ricavare in qualunque zona della casa, anche se talvolta può comportare dei costi aggiuntivi se si è troppo lontani dagli attacchi principali.

Nel secondo bagno, creato per gli ospiti oppure per un uso meno frequente, gli elementi in ogni caso non vanno trascurati: poche cose, ma ben scelte devono rendere comunque lo spazio ridotto ancora più funzionale, proprio perchè i metri sono pochi. E l'estetica deve contare necessariamente: se un bagno è piccolo e anche brutto, il senso di claustrofobia salirà alle stelle e non sarà mai piacevole frequentarlo.

Colori chiari e riposanti per i rivestimenti, luci ben posizionate per illuminare bene ogni angolo, soprattutto in caso di assenza della finestra, sono ingredienti fondamentali. E dato che il bagno come ambiente di casa, diventa sempre più somigliante a un centro benessere o a una spa, imitarne lo stile estetico anche in pochi metri quadri potrebbe essere l'idea vincente per renderlo ancora più bello.

Prediligere legni chiari per l'arredo (ma anche i legni scuri non sono da escludere), accessori in legno o in stoffa, tessili in colori caldi, utilizzare candele profumate, incensi e petali di rosa sui ripiani, abbracciare uno stile etnico, tendente all'oriental e al minimal, scegliendo pareti doccia in cristallo essenziali e rivestimenti a mosaico per la cabina.

Gli elementi che proprio non possono mancare in un secondo bagno sono la doccia, indispensabile da scegliere in alternativa alla vasca, un termoarredo o scaldasalviette (ormai di ogni forma e di ogni dimensione), il lavandino con un mobile contenitivo e il wc.

Grazie alle soluzioni pensate sempre più per le situazioni in cui il salvaspazio è laparola d'ordine, anche l'arredobagno si adegua a queste esigenze: i designer propongono continuamente nuovi arredi, ideati proprio per i bagni di piccole dimensioni.

L'arredobagno Plettro ad esempio, con le sue dimensioni compatte e sospese, a favore di un'occupazione dello spazio snella e leggera, si presenta come una delle soluzioni ideali per il secondo bagno: scegliendo le composizioni in varie essenze di legno laminato, è possibile inoltre adeguarle allo stile etnico-rilassante di cui parlavamo prima.



Anche l'arredobagno monoblocco Fresh, con una profondità di soli 36,5 cm, si adatta perfettamente alle dimensioni di un secondo bagno, nonchè allo stile rilassante scelto, con la sua finitura melaminico rovere spazzolato.



Anche l'arredobagno Box, contenuto e rivestito in legno laminato, anche scuro, si propone come soluzione ideale per l'allestimento di un secondo bagno di piccole dimensioni.


giovedì 16 dicembre 2010

Arredi robotici: sedie, tavoli, divani e sgabelli riconfigurabili e trasformabili

Il futuro si avvicina, così velocemente che ci sembra quasi di corrergli incontro; ed è la tecnologia, nel senso più lato del termine, a darci la dimensione di questa corsa: il progresso ormai è una questione di conquiste hi-tech, anche in casa, tanto che l'integrazione più evidente tra l'abitare e la tecnologia, la domotica, sta prendendo sempre più piede come elemento indispensabile per vivere bene, ma anche per rispondere alle esigenze ecologiche e di risparmio energetico.

Ma la tecnologia in casa, oltre che con la domotica, gli elettrodomestici o l'home theatre, sta entrando anche da un'altra porta: sono direttamente gli arredi infatti a rendersi sempre più sofisticati, sempre più complessi e performanti, con l'aiuto della scienza. E non parlo solo di superfici futuristiche, ma poi neanche troppo, dove basterà appoggiare un peperone per ricevere tutta una serie di informazioni circa lo stato del frigorifero e le ricette che si possono preparare con quello che abbiamo in dispensa; o dove basterà agitare un dito per interfacciarsi direttamente con i mobili, il loro contenuto e il resto del mondo.

Parlo di veri e propri robot che si trasformano in arredi; o se volete, il contrario: arredi che si trasformano in robot. Sono diversi i progetti come quello che trovate a questo link che mirano a una riconfigurazione dello spazio abitativo o aziendale il più possibile automatizzata, reiterabile ogni volta che se ne sente la necessità, estremizzata fino a concedere la facoltà di una versatilità mai raggiunta prima e quindi di una personalizzazione pressochè infinita.

Tavoli che diventano sedie, sedie che diventano sgabelli, divani che ridiventano sedie: il tutto nel giro di qualche secondo, soltanto perchè si è premuto un pulsante. Rimane indubbio che con dispositivi di questo genere, che non mi azzarderei più a chiamare arredi, la flessibilità diventerebbe la protagonista dello spazio, anche di uno ristretto.

Tutte cose estremamente affascinanti, tutte cose entusiasmanti. Ma io ho una perplessità: a parte i tempi e i costi di realizzazione, probabilmente ancora molto lontani dalla realtà, quale sarebbe il grado di comodità di oggetti simili? E ancora: dove andrebbe a finire l'eccezionalità di un design, l'unicità di una forma, l'esclusività dell'arte fatta arredo?

Se la personalizzazione dello spazio infatti potrebbe conoscere un livello mai visto prima con degli ipotetici arredi robot, ciò che si potrebbe rischiare di perdere è la personalizzazione dell'estetica e del senso del bello. In questo campo si andrebbe invece incontro a una decisa spersonalizzazione, al contrario ad un'omologazione, che ad alcuni potrà anche piacere in nome dell'uniformità, ma che farebbe perdere il senso di ciò che è realizzato con cura puramente artistica.

Visto che la sedia è l'elemento della casa maggiormente preso in considerazione dai progetti di arredi robotizzati, si potrebbe fare un raffronto tra questi ultimi (che per le caratteristiche intrinseche descritte non potrebbero sfoggiare niente altro se non un'estetica molto lineare e poco distintiva) e alcuni esempi di sedie di design, con una piccola rassegna che potenzialmente potrebbe estendersi all'infinito.

La particolarità ad esempio della linea tratteggiata dalla sedia Aida, non potrebbe venir replicata da un dispositivo robotizzato, almeno non in un futuro prossimo dove le forme delle macchine saranno ancora molto grezze.




E come riprodurre in "senso robotico" la leggerezza della sedia Aria che con il gioco di fili metallici colorati, crea delle forme sottili eppure molto affascinanti?




Lo stesso discorso poi vale per pezzi d'arredo di un certo calibro, come la sedia Betty, che proprio non riuscirei a vedere sotto le spoglie di un robot.




Dove andrebbero a finire l'eleganza e il gusto se tutti gli arredi fossero simili fra loro e senza anima, anche se dotati di movimenti??

lunedì 6 dicembre 2010

Come scegliere e apparecchiare la tavola per Natale

Si avvicina una delle occasioni più magiche dell'anno, soprattutto per l'aura di convivialità che porta con sè: il Natale è infatti il momento migliore per organizzare pranzi e cenoni dove riunire parenti e amici. La tavola è quindi al centro dell'attenzione e saperla presentare è una delle chiavi del successo di un'occasione come questa.

E' fondamentale però avere a disposizione un bel tavolo da apparecchiare, un tavolo solido, resistente, piacevole e molto spesso allungabile, per ospitare più persone e occupare meno spazio quando rimane chiuso.

Il tavolo allungabile Airo potrebbe costituire di per sè una moderna tavola di Natale, con l'aggiunta di sole tovagliette all'americana o di runner, perchè si possa intravedere il rosso d'atmosfera del suo piano in cristallo, perfetto proprio per quest'occasione festiva.




Anche il tavolo allungabile Action potrebbe essere un'ottima soluzione visiva, con le sue particolari gambe a U rovesciata, da sottolineare anche qui con un'apparecchiatura particolare e minimale.



La tradizione e il galateo vorrebbero una tavola apparecchiata con una bella, ma semplice tovaglia bianca, adattabile a decorazioni di vario genere; nulla però vieta di travalicare i confini del galateo e di proporre qualcosa di più innovativo ma ugualmente bello agli ospiti.

Tovagliette in bambù o runner in tessuti neutri possono essere valide alternative alla tovaglia, l'importante è che poi venga rispettato l'ordine degli accessori da sistemare su di esse.

Il piatto piano deve servire per tutte le portate, compreso il primo; se è prevista una minestra, allora occorrerà sistemare anche il piatto fondo sopra a quello piano. Meglio se i piatti sono accompagnati da un sottopiatto: nel caso di una tovaglietta all'americana particolare, il sottopiatto potrebbe essere costituito proprio da quest'ultima.

A destra del piatto vanno sistemati coltello ed eventuale cucchiaio, mentre a destra vanno le forchette: carne e pesce, se presenti, devono avere un coltello e una forchetta ciascuno.

Davanti al piatto vanno sistemati i bicchieri: il primo è quello per l'acqua, seguito a destra da quello per il vino rosso; ancora più a destra andrebbe il bicchiere da vino bianco, se previsto, e all'estremità si dovrebbe sistemare il bicchiere da spumante, per il dessert.

Sempre davanti al piatto e a proposito di dessert, bisognerebbe sistemare le posatine da dessert. Un piattino davanti alle forchette dovrebbe poi ospitare il pane oppure il burro.

Queste sono le regole del galateo, che comunque non escludono la presenza di segnaposto e centrotavola. Ovviamente questi ultimi devono essere in tema con il Natale e non devono comunque risultare troppo ingombranti: certo se lo spazio in casa è tanto e il tavolo è grande come il Brera in rovere (fino a 270 cm!), allora c'è posto proprio per tutto e tutti. Il centrotavola tuttavia non deve mai essere troppo alto, perchè deve permettere ai commensali di guardarsi e parlarsi.



Certo se lo spazio a disposizione è ridotto e il tavolo è così bello da volerlo mettere in mostra senza coprirlo con una tovaglia, allora l'apparecchiatura tradizionale da galateo potrebbe essere modificata, a favore di una tavolata più easy ed informale, ma sicuramente bella.

Rosso, oro, verde, bianco e argento sono i colori tipici del Natale, da utilizzare per tovagliette, runner, segnaposti o stoviglie; decorazioni come quelle per l'albero di Natale, inserite in un vaso trasparente e basso, potrebbero costituire un bel centrotavola, così come qualche stella di Natale e qualche candela, che contribuirebbero a creare l'atmosfera giusta.

Attenzione però che candele profumate e fiori con aromi troppo forte non sono indicati a tavola, perchè potrebbero coprire gli odori del cibo o infastidire i commensali.

Non vi resta che prendere spunto e consigli e poi applicare un po' di fantasia per preparare una tavola di Natale davvero bella e suggestiva. Se poi avete un tavolo come Cathedral l'atmosfera più formale vien da sè, basterebbe avere soltanto cura di utilizzare una tovaglia che non vada a coprire la scultorea base in pietra.

giovedì 2 dicembre 2010

Appendiabiti e stile nell'ingresso

L'ingresso, lo dice la parola, è il luogo tramite il quale si accede. E qual è la prima cosa che si fa entrando? Potrà sembrare strano, ma il verbo a cui mi riferisco è "appendere": giacche, cappotti, sciarpe, ombrelli, cappelli. Sono la prima cosa che si posa entrando in casa.

Accedere, entrare, sono parole importanti, che un tempo erano investite anche di significati piuttosto mistici e profondi. Non era facile entrare in alcuni luoghi. Forse è per questo che oggi "entrare" e trovarsi subito a proprio agio è molto importante. Soprattutto in casa.

Nella concezione moderna dell'abitare non è affatto detto che esista un luogo apposito adibito ad ingresso, concepito così come lo era una volta, come luogo d'accoglienza a sè stante, anticamera di tutti gli ambienti della casa.

Oggi l'ingresso è relegato a parte di qualcosa di più ampio ed elaborato, come un open space, un grande living, oppure è semplicemente un angolo all'inizio di un corridoio o un piccolo spazio che introduce al resto della casa, sempre che lo si riesca a notare.

L'importanza dell'accoglienza all'ingresso si è forse persa nella notte dei tempi, per favorire una concezione dell'abitare più adatta ai tempi odierni, dove la frenesia e lo scorrere implacabile dell'orologio dettano ritmi che non possono permettersi indugi e convenevoli.

Eppure una sorta di ingresso esiste ancora. E appendere rimane la prima azione necessaria quando si entra, soprattutto in questo periodo dell'anno. Così come il suo contrario, "prendere" o "togliere" è l'ultima cosa che si fa prima di uscire e di abbandonare l'ingresso prima dell'accesso successivo.

Deve esistere quindi il modo di valorizzare visivamente e praticamente il moderno ingresso, anche se piccolo, anche se integrato in altri ambienti, anche se difficilmente riconoscibile come tale. Ricordo un piccolo monolocale di 20 metri quadri che ho abitato per qualche tempo in riva al mare: non c'era molto spazio per una divisione delle funzionalità, se non a livello strettamente visivo. E così l'ingresso rimaneva delimitato semplicemente dalla presenza di una scarpiera e di un appendiabiti. Eppure era riconoscibilissimo e in qualche modo anche accogliente.

Proprio questa è la funzione primaria dell'ingresso, "accogliere", seguita a ruota dalla praticità di un luogo che fa da anticamera per uno spazio così complesso e così delicato come la casa. Ecco perchè la presenza di un appendiabiti, accessorio non troppo ingombrante, ma assolutamente necessario, è ciò che serve per delimitare e rendere perfettamente riconoscibile e accogliente qualunque tipologia di ingresso, piccolo, grande, isolato o integrato.

Basta infatti un appendiabiti deciso, con carattere, con una personalità spiccata a dare energia e vitalità a questo spazio, talvolta messo in ombra e dimenticato, a torto.

Colori accesi, forme inconsuete, ingombro anche minimo ma funzionale: sono queste le caratteristiche che possono rendere un ingresso altrimenti insignificante, un luogo d'accoglienza, capace subito di proiettare nello stile ricercato di una casa e della sua storia. E' dall'appendiabiti quindi che si può capire immediatamente il carattere di un'abitazione; è alla scelta dell'appendiabiti quindi che bisogna prestare molta attenzione.

L'appendiabiti Tree in polietilene lucido oppure opaco, disponibile in diversi colori piuttosto decisi, è esattamente ciò che ci vuole per sottolineare l'importanza di un piccolo ingresso, che così non sfuggirà più nè all'occhio nè alle braccia che appendono. La continuità fra interno ed esterno è assicurata dalla forma ad albero che richiama subito la natura.



L'appendiabiti in metallo Baum, realizzato in acciaio bianco opaco, introduce decisamente a una casa elegante, ma anche originale e ricercata, fatta di oggetti e dettagli sicuramente fuori dal comune e votati anche alla funzionalità.



Più informale ed easy invece la casa introdotta dagli appendiabiti da muro Globo, ideali ad esempio per un monolocale oppure per un ingresso dalle dimensioni molto ridotte.



L'appendiabiti Sardanapalo in metacrilato è invece pensato proprio per risaltare ed esaltare l'ingresso di una casa piena di sorprese e di arredi che di per sè possono costituire delle esperienze visive senza precedenti.

giovedì 25 novembre 2010

Una camera da letto romantica

Una camera da letto è il compendio di tante caratteristiche e di molte sensazioni; una su tutte però prevale nell'allestimento dell'ambiente notte, soprattutto se a idearlo è uno spirito femminile, lo stesso che per definizione e vocazione "regna" in casa: il romanticismo.

Una camera da letto romantica è il sogno di ogni donna, ma sotto sotto anche di ogni uomo. Quale rappresentante della popolazione maschile infatti si sognerebbe di contrariare la sua dolce metà? Scherzi a parte, se la camera da letto è accogliente e trasmette piacevoli sensazioni di calore, ne deriva un benessere diffuso ad entrambi i componenti della coppia.

Innanzitutto occorre una definizione precisa del termine "romantico": quella sensazione sognante, sospesa, venata da un pizzico di sensualità e passione. Secondo me il romanticismo è questo, nè troppo casto da una parte, nè troppo carnale dall'altra.

Ma come ottenere un effetto "romantico" al punto giusto in camera da letto? Bè, oltre all'utilizzo di candele, luci soffuse e aromi particolarmente indicati, di importanza basilare risultano i protagonisti della camera: il letto e la sua biancheria.

Il letto matrimoniale è la prima e forse unica cosa che si nota al colpo d'occhio in questo ambiente; e se è vero che i particolari e i comprimari spesso fanno la differenza, è anche vero che gli attori principali devono essere impeccabili.

Così il letto è il primo ingrediente di una camera romantica: la sua forma, i suoi materiali ed infine i suoi colori, sono gli elementi che lo renderanno più o meno sensuale, più o meno appassionato e appassionante.

Curve e volute, unite ad esempio al ferro battuto, sono capaci di trasmettere subito una sensazione di fascino, legata al passato, ma anche a icone senza tempo, come il letto in ferro battuto Fantasy.



I tessuti di un letto a baldacchino, che richiamano non solo tempi ma anche luoghi esotici e in qualche modo lontani, evocano nidi d'amore, privati e intimi, da vivere con sentimento, con trasporto. Guardate ad esempio il letto a baldacchino Fior di Pesco: non è meravigliosamente romantico?



La forma di un letto rotondo o comunque tondeggiante, ricorda l'armonia assoluta, la stessa che nell'immaginario collettivo corrisponde alla coppia, al cerchio perfetto, al 'androgino riunito delle sue due metà un tempo scisse.

Anche un letto contemporaneo può avere il suo fascino romantico: linee minimali e pulite di letti in legno che ricordano l'Oriente e la filosofia Zen, oppure le particolari forme di letti moderni sospesi nell'aria, fluttuanti sulla luce, magari imbottiti, che stimolano la fantasia, la creatività. Come il letto Aladino Up, sospeso nel tempo e nello spazio.



Per rendere una camera da letto davvero romantica, sono poi i "vestiti" del letto a essere protagonisti: un bel letto, senza i tessuti adeguati, non può essere considerato romantico al punto giusto.

Ovviamente sono sete, rasi e cotone di qualità a trasmettere le sensazioni visive e tattili immediatamente più sensuali; ma sono anche i colori, ben abbinati ai materiali del letto, a fare la differenza: porpora, rosso fuoco, rosa e lilla, diversi tipi di arancione, oppure tonalità pastello unite a un legno scuro, al bianco di un materiale contemporaneo, al ferro battuto, al tono su tono di letti imbottiti o alle forme sinuose di letti moderni, possono accendere l'istinto e l'atmosfera.

Ne è un esempio calzante il letto in ecopelle Turning Around in questa versione rivestita in rosso, davvero molto, molto sensuale.

giovedì 18 novembre 2010

Poltrone di design: la storia della Egg Chair di Arne Jacobsen


Entrata ormai a pieno titolo nella Storia del Design come segno distintivo e iconico di un abitare confortevole e anche esteticamente bello, l'evocativa poltrona Egg Chair non fu in realtà ideata per ambienti domestici.

La Egg Chair nacque infatti dalla matita del celebre designer Arne Jacobsen nel 1958 per arredare l’esclusivo Royal SAS Hotel di Copenhagen e divenne subito famosa insieme alla Swan Chair, come prima sedia girevole rivestita e imbottita.

L'evocativo nome "Egg" si rifà alla forma arrotondata di questa seduta, o viceversa se preferite: è proprio questo il caso di dire che non è chiaro se sia nato prima l'uovo o la sedia, ma ai fini di quel che ci rimane, poco importa.

Basti sapere che l'uovo, in quanto concetto mistico, talvolta religioso, più spesso filosofico, è una forma che ha sempre ispirato e che continua a ispirare i creativi, come metafora della vita ma anche come entità formalmente perfetta della natura.

Nella mente di Jacobsen, la Egg Chair doveva rappresentare il guscio che avrebbe protetto e accolto l'uomo, creando per lui un rifugio ad hoc, confortevole e privato, dotato della giusta intimità.

Concepita inizialmente come un divano, la Egg Chair pare tragga ispirazione da Eero Saarinen e dlla sua Womb Chair, anche se in molti sostengono che la versione di Jacobsen sia parte di un progetto molto più completo.



Oggetto del desiderio per tutti gli appassionati di design, la Egg Chair conserva ancora oggi tutto il suo fascino di allora, sospeso tra l'avanguardia, il sofisticato e il cosmopolitan style, e porta nelle case di chi la sceglie tutto il suo spirito futuristico, tuttavia legato al concetto delle origini.

La Egg Chair è oggi disponibile con rivestimento in econappa o in pelle, da scegliere in diversi colori, per trasformare il soggiorno, la zona studio, la camera da letto o qualunque altro ambiente della casa in un luogo di relax privato e accogliente. E all'insegna della Storia del Design più raffinato.

mercoledì 3 novembre 2010

Letti in legno, ricordo della notte dei tempi

Un letto in legno: solido, naturale, accogliente, adattabile a tanti stili d'arredo, per camere da letto belle e funzionali. E' questa la sensazione che provo quando entro nella mia camera, soprattutto quando la meta tanto agognata per il riposo e per trovare un po' di calore è proprio il letto.

Scegliere un letto in legno non è stato facile, ma solo perchè i letti in legno non sono gli unici a trasmettere emozioni forti: anche quelli in pelle o in tessuto sono belli e resistenti, ma alla fine la voglia di avere un pezzo di natura e di Terra in casa ha prevalso, costringendomi piacevolmente ad abbinare il letto a comodini, armadio e cassettiera, tutto in legno.

Il risultato è uno splendido contrasto tra l'arancione delle pareti e le proprietà misteriose di un legno scuro come il rovere moro, che la sera mi accoglie, tingendo in modo suggestivo il mio angolo intimo e privato, e la mattina mi dà vigore, sprizzando energia.

La mia è una camera moderna, ma nulla vieterebbe a un letto in legno di entrare a pieno titolo in una camera da letto classica, in una camera da letto minimalista o in una camera da letto etnica: concorrono anche le forme a dare vita a uno stile, ma un materiale come il legno, antico, evocativo, resistente, infinitamente e sempre bello, si adatta veramente a tutto.

E se all'avvicinarsi dell'inverno la cosa forse più confortevole in assoluto è dedicarsi alla scelta della biancheria da letto, a cuscini, lenzuola, piumini, coperte e plaid, sotto cui immaginare di stare quando fuori il tempo ulula la sua tristezza, suggerisco che chi sente voglia di rinnovamento ma anche di calore, si dedichi all'autentico piacere di scegliere insieme a queste cose anche un letto nuovo, e di sceglierlo in legno, per averne restituita una sensazione di rifugio, di conforto, di intimità profonda.

Ogni essenza di legno è capace di trasmettere emozioni differenti, diverse per ognuno di noi: il legno scuro a me sa di misterioso, ma anche di forte, il legno chiaro mi dà calma e tranquillità; e così l'essenza noce o quella ciliegio sono in grado di evocare ricordi e sensazioni diverse.

Forse perchè in qualche vita precedente o nella nostra memoria genetica rimangono impresse le rimembranze di quando sotto a quel ciliegio o a quel noce passavamo le notti e dormivamo pur cullati da una presenza solida come quella di un albero grande e forte, anche se all'addiaccio; forse perchè abbiamo vissuto innumerevoli avventure, fughe, ritrovi e ripari sotto a quegli alberi, dove la notte si faceva scura e minacciosa, ma dove potevamo trovare conforto.

Il letto Min in rovere moro, con la sua presenza elegante e la dolce curvatura della testiera, mi ricorda un rifugio fidato, accogliente, perso nella notte di quei tempi misteriosi e dimenticati.



Il letto Omra in ciliegio è per me invece un chiaro segno di sicurezza: quest'essenza mi ricorda coscientemente il luogo dove da piccola cercavo riparo, dove riuscivo a trovare sollievo lontano da tutto ciò che mi rattristava.



Il letto Versus in noce mi sembra il luogo perfetto per cadere in un sonno ristoratore, evocativo non solo di tempi ma anche di posti lontani ed esotici, e rischiarato da luci che portano lo stesso conforto che, nelle notti profondamente buie di una volta, quando le città erano entità altre rispetto ad ora, portava con sè la luna.