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venerdì 22 luglio 2011

E se la libreria entrasse in bagno?

Questi nostri tempi a volte sono strani; oppure, al contrario, sono semplicemente rivelatori e non hanno paura di mostrare le cose per quello che sono. Capita ad esempio nel nostro fantastico mondo che si chiama "casa", dove non è inconsueto trovare l'esplicazione di qualche concetto che può venir considerato quanto meno singolare.

E' il caso di alcune immagini proposte da Duravit, dove la contaminazione fra luoghi di una stessa casa sembra aver raggiunto un livello estremo, senza precedenti: in un bagno infatti viene collocata niente meno che una libreria.

A questo punto si aprono diverse ipotesi: è l'open space che si è allargato anche al bagno, non contemplando più alcuna divisione? E' il soggiorno che è entrato in bagno o il bagno che è entrato nel living? Una cosa è certa: il risultato è ibrido, anche se la purezza formale delle linee non fa apparire stonata la libreria in un luogo di contemplazione, relax e benessere, come quello incarnato ormai dal bagno.

E poi in fondo non ci troviamo di fronte a chissà quale rivoluzione, anzi: se ben ci pensate, si tratta soltanto della proposta di rendere esplicita una tendenza, anzi un'esigenza che non è più un tabù. Leggere un libro o una rivista erano attività già "lecite" ai tempi del bagno come luogo di passaggio fugace; ancor più, utilizzare qualche angolo del bagno come "vetrina d'esposizione" per alcuni accessori, era già in voga.

E dunque tali abitudini non hanno potuto che espandersi ulteriormente, grazie al moderno concetto di bagno, nel quale sembrano potersi calare perfettamente. Appare naturale dunque inserire una libreria in bagno, che aumenti l'attività contemplativa, oppure che sottolinei il relax con qualche buona lettura durante i momenti di benessere.

L'unica perplessità arriva dalla praticità della questione: i libri e le riviste non si potrebbero rovinare in un ambiente così umido e ostile come il bagno?? Inoltre anche le librerie stesse dovrebbero essere concepite appositamente per sopravvivere a un luogo simile. Per quanto riguarda invece la questione spazio, il problema non si pone: il bagno moderno infatti, nella sua nuova concezione, piuttosto ruba spazio ad altri ambienti, ma si impone per le sue dimensioni ormai piuttosto generose.

Tuttavia in un bagno di metratura ridotta, potrei vedere bene la libreria in acciaio Expansion ideale per angoli e piccole porzioni di parete.



Esteticamente parlando, una libreria che vedrei bene in un bagno contemporaneo, dotato di elementi sospesi e visivamente leggeri, potrebbe essere la Nuvola in vetro, una sorta di vetrina che si fa notare per gli oggetti che supporta.



In un bagno elegante e rigoroso, la libreria Connexion adeguatamente illuminata sarebbe bellissima per riempire una parete, magari quella a fianco della vasca, già pronta per relax prolungati.



Sempre tenendo presente che si tratta per il momento di una contaminazione quasi fantasiosa, quale libreria preferireste invece voi nel vostro bagno??

mercoledì 9 marzo 2011

Divani con librerie: più funzioni in poco spazio

Naturale completamento del divano è la libreria: come a dire che dove c'è una zona relax, deve esserci anche la lettura, e dove c'è un cuscino deve esserci anche un libro. E in effetti la zona giorno, anche quella moderna, piena di oggetti hi-tech, di schermi, di speaker, di console di giochi, di dispositivi, è composta dalle zone relax e dalle librerie, spesso chiamate pareti attrezzate, che tra tanti altri oggetti ospitano principalmente libri, e riviste.

Così è quasi naturale pensare che lo spazio che si può sfruttare in un divano sia dedicato alla sistemazione di libri e riviste, che così andranno a costituire un particolare prolungamento estetico, una contaminazione di funzioni e di luoghi, che poi hanno un solo comune denominatore: il riposo e il sogno.

La libreria può occupare il retrodivano oppure lo spazio di uno o due braccioli, costituendo di fatto una soluzione salvaspazio, che non toglie nulla alla comodità della seduta.

Quando la libreria si trova dietro al divano, questo deve necessariamente trovarsi a centro stanza, vivibile da entrambi i lati; ciò significa che un divano con libreria di questo genere andrà a costituire il centro nevralgico di una zona giorno di grandi dimensioni, fungendo da divisorio per le aree funzionali.

Se la zona pranzo si trova nelle immediate vicinanze della libreria del retrodivano, quest'ultima può assolvere anche ad un'altra funzione, se provvista di una struttura solida: attrezzata con qualche cuscino infatti, ed essendo ovviamente bassa, la libreria in questione potrebbe trasformarsi in una panchina adatta a far sedere gli ospiti in più invitati al nostro tavolo.

Nel caso di un divano con libreria nella zona dei braccioli, questi non confineranno con nessuna parete, perchè dovranno consentire l'accesso alla struttura che di fatto costituisce la parte terminale del divano; lo spazio libero è necessario per riporre e riprendere i libri, le riviste, gli oggetti. Perchè si tratta anche di piani d'appoggio che per la loro posizione risultano assolutamente funzionali e utili a chi si rilassa sulla seduta: una tisana, un cocktail, una bibita, il telecomando; sono tanti gli oggetti che possono trovare posto su ripiani di questo genere, che così di fatto andranno a sostituire il coffee table, laddove lo spazio ridotto proprio non ne permette la presenza.

Il divano Asami con libreria è un eccellente esempio di arredo con doppia o tripla funzione per spazi piccoli: relax, storage e piano d'appoggio, senza l'intervento di altri mobili come tavolini da salotto o elementi contenitivi.



Il divano angolare Yang invece prevede una libreria nel retrodivano, che può fungere da naturale divisorio funzionale, ma anche da piano d'appoggio per un'eventuale zona pranzo posta nelle vicinanze.



Nella versione lineare, il divano Yang può anche ospitare una piccola libreria sui lati, al posto dei braccioli, che non perdono la loro funzionalità come tali, ma che diventano anzi piani d'appoggio anche per oggetti oltre che per le braccia, trasformando esteticamente il divano in un arredo ibrido e di sicuro effetto per un mood moderno e ricercato. (E' possibile in ogni caso scegliere il divano Yang con libreria sia sui lati che nel retrodivano).

martedì 19 gennaio 2010

Librerie double face per separare senza dividere

Le librerie double face hanno una qualità straordinaria, che le trasforma in qualcosa di più, che le rende diverse da semplici contenitori di preziose pagine, talvolta indimenticabili; una qualità che permette di organizzare layout d'arredo ideati secondo una distribuzione di spazi e funzioni di volta in volta rimodellabile. Le librerie double face, oltre che dare un carattere decisamente moderno a una parete, possono in realtà vivere di vita propria, se poste al centro di un ambiente, definendone i confini e permettendo di separare aree funzionali differenti senza bisogno di erigere muri e barriere limitanti, e rendendo tutto lo spazio domestico un luogo mai definitivo, sempre riconfigurabile secondo gusti, esigenze, passioni, desideri.

La libreria double face infatti, come dice il francesismo con cui è identificata, è pensata per essere utilizzata da entrambe le sue parti, cioè per poter essere funzionale alla sistemazione di libri ed oggetti sia da un lato che dall'altro. Ma da un lato e dall'altro di che cosa? Di ambienti diversi, che in realtà appartengono a uno solo. Ambienti che, semplicemente spostando la libreria che li divide, possono ridiventare magicamente unici, riconvertendo un'altra volta significati e aspetti.

La libreria double face divide dunque. Ma senza separare. O viceversa, se preferite. Il fatto è che concettualmente, visivamente e spazialmente, la libreria double face se posta al centro di un ambiente, crea due diverse zone, da adibire a funzionalità differenti; e lo fa senza costruire ostacoli al passaggio della luce, dell'aria e anche dello sguardo.

Con una libreria double face si può così dividere la zona pranzo dal soggiorno, la cucina dal living, l'angolo studio dal salotto, creando spazi pensati appositamente per rispondere a esigenze organizzative, oltre che estetiche. Il tutto senza spezzare in ogni caso la continuità di un ambiente nato per essere più ampio, più "open", più libero.

Adattissima a tipologie abitative come il loft, l'open space, l'ampio monolocale, oppure a una grande zona giorno, la libreria double face può assumere forme e aspetti che di per sè la rendono protagonista, ancor più perchè posizionata "al centro".

La libreria Boxter in acciaio ad esempio, crea spazi visivamente inediti, sia per le linee inconsuete che traccia, sia per il materiale in cui è realizzata, profondamente contemporaneo e di forte impatto visivo, l'acciaio appunto, soprattutto perchè impiegato in tre finiture diverse, cromata, bianca e nera.


Anche la libreria Loft in MDF laccato crea effetti visivi particolari, risultato dell'utilizzo di geometrie differenti accostate come se fossero omogenee.


La libreria Espace laccata trasmette già dal nome la voglia di mantenere intatto quello spazio libero da costrizioni, muri e barriere, creato da un ambiente grande, pur avendo l'esigenza di dividerlo. Le linee quasi minimali di questa libreria infatti, resa ancora più leggera dai ripiani in vetro, la rendono quasi evanescente.

sabato 30 maggio 2009

Nomi e anime degli arredi

Non riesco mai a non stupirmi dei nomi che vengono dati agli arredi: perchè i nomi non solo hanno un significato preciso, ma conferiscono un'anima agli oggetti, così come descrivono la personalità degli animali e rimangono marchiati a fuoco nel cuore delle persone.

E un arredo significa bellezza, stile, funzioni e utilizzi diversi; si identifica con una stanza o una zona della casa e descrive il carattere di un ambiente. Per questo dargli un nome può voler dire davvero tante cose.

Navigando con interesse tra le categorie di ArredaClick, non ho potuto fare a meno di sorridere incontrando Pisolo; sapete quello fra i Sette Nani che non faceva altro che dormire? Ebbene, è proprio qui, racchiuso nell'anima di un pouf-tavolino che inaspettatamente diventa un comodo letto che invita al sonno, in compagnia è proprio il caso di dirlo, delle favole. Solo il nome di per sè richiama la comodità e una certa simpatia che invita subito ad appropriarsene.



Mi sono poi imbattuta in Joker: guardandola non ho potuto fare a meno di ripensare a Gotham City, agli altissimi grattacieli che evoca, alla lotta tra il bene e il male che in questa libreria mi viene ricordata dall'alternarsi di spazi pieni e spazi vuoti; ma Joker mi ricorda anche la versatilità di un personaggio come il Jolly, la sua adattabilità a qualunque situazione, la sua multifunzionalità.


E anche DNA è stato un incontro emblematico: tutto quello che è vivo in noi è determinato e caratterizzato dal DNA, ogni singola sfacettatura del nostro essere, fisico e psichico, ha qualcosa a che fare con quella successione di istruzioni genetiche alla base del nostro corpo e della nostra mente. Nella vita pratica e reale di tutti i giorni, per molte persone cosa potrebbe rappresentare il DNA, la spina dorsale di sogni e avventure, la base del substrato culturale e dell'immaginazione che fa parte integrante di ognuno? A mio modesto parere, proprio i libri potrebbero comporre il nostro DNA creativo ed emozionale, e una libreria dalla forma fortemente evocativa che li ospita con questo nome, ce lo indica chiaramente.


Come non parlare poi del mio intrigante incontro con Casanova? Una figura che evoca fascino, mistero, lascivia, un certo vivere dissoluto e rilassato, che non potrebbe non incarnarsi con una comoda e versatile chaise longue: rivestimenti in pelle disponibili in molti colori, sistema girevole e reclinabile, struttura in acciaio inox e scocca in legno, per una forma accattivante e invitante.


Quanti incontri si possono fare nel mondo dell'arredo, quante storie si potrebbero raccontare per la prima volta o rinarrare in modo insolito. L'arredamento non è soltanto l'arte di sistemare mobili e accessori in un dato spazio, ma è trasmettere anima e corpo agli ambienti e amore e divertimento alle persone che li abitano. Ce lo dimostrano proprio i nomi.




martedì 28 aprile 2009

Libri, libri e ancora libri

C'è una cosa che a mio parere non può mancare mai. Che ci si trovi in una reggia oppure in una misera stanzetta in affitto, che ci si trovi in viaggio con solo una piccola valigia oppure che si debba decidere in 10 secondi cosa portarci dietro di indispensabile su un'isola deserta; e si possano portare solo 3 cose. Quest 'unico, preziosissimo elemento chiamasi LIBRO.

Un libro, da leggere, da guardare, da scorrere, anche da scrivere perchè no, è un enorme patrimonio. Tanti libri sono tanti enormi patrimoni: svago, cultura, capacità di volare direttamente dentro Fantàsia, possibilità di fare e di vivere tutto ciò che nella realtà non ci risulta realizzabile. Storie, racconti, psicologie, uomini, donne. Un libro può salvare una vita, una giornata, una nottata; tanti libri possono cambiare completamente una vita, almeno intimamente.

Per questo sono profondamente convinta del culto di quegli oggetti che racchiudono i libri e che per curiosa combinazione si chiamano libri anch'essi; e perchè questo culto sia vero e realizzabile occorre dotare il proprio piccolo nido di librerie, quegli arredi pensati proprio per appoggiare, conservare e mettere in bella mostra i nostri preziosi libri.

E per me la connessione è una sola: libri eccezionali, librerie eccezionali; ma vale anche il contrario. Librerie che assumono forme strane e variopinte come le storie che accolgono; librerie che occupano ogni angolo della casa come lo fanno con ogni angolo della nostra mente; librerie che riempiono la biblioteca intera di una casa, oppure una casa che diventa un'unica, gigante libreria.

Ma come? Con arredi come quelli che scaturiscono dalle composizioni Zolti: colori, moduli da infilare sopra la scrivania o a fianco del divano, sotto una mensola nell'ingresso o tra un pensile e l'altro della cucina; forme inconsuete, tortuose, per riempire intere pareti o solo piccole porzioni. Librerie create per portare direttamente la fantasia dei libri stessi nel mondo reale, proprio il mondo della nostra casa. Basta guardarle.